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Ha trovato se stessa


#127 - 0--FLG--Ha trovato se stessa--2006-11-28 05:13:39

#Era molto angosciata e nella sua forma peggiore. L'avevano lasciata in un angolo tremante di paura.
Era sola da tantissimi anni e non aveva ancora conosciuto l'amore. Aveva combinato un sacco di pasticci confondendo l'egoismo altrui per affetto.
Aveva donato agli altri tutto quello che aveva, che sapeva fare, che aveva guadagnato con fatica. Aveva sacrificato ogni minuto della sua vita arrovellandosi su ogni suo difetto, peccato, vizio, capriccio che non accettava di sé; su ogni ribellione che non riusciva ad esprimere e su ogni angosciante senso di colpa che le divorava, pian piano, il cuore.
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Nessuno si era fermato per chiederle cosa pensasse. Tutti avevano creduto di vedere in lei quella che non era e lei aveva finito per crederci davvero.
Non era nemmeno una buona mendicante; se chiedeva non otteneva mai nulla.
La Chiesa l'aveva ferita in molti modi non credendo nella sua buona fede e nella sua voglia di darsi agli altri.
La famiglia non sopportava la sua sete di libertà, la sua testardaggine, le sue opinioni, la sua curiosità...ma la lasciava fare perchè non riusciva a capirla.
Come alunna era stata una frana e gli insegnanti dicevano di lei che non avrebbe mai combinato nulla di buono.
Gli amici dicevano che era strana ma la cercavano per sfogarsi dei propri problemi.
Suo marito ed i suoi figli avevano faticato ad accettare le sue crisi d'angoscia che le toglievano quella poca voglia di vita che le rimaneva.
Doveva fare i conti anche con quella fantasia che tendeva a portarla in un mondo ideale, felice, bello, positivo.
Se aveva tentato di costruire timidamente qualcosa, non l' aveva portato mai a termine perchè la paura di sbagliare aveva avuto sempre il sopravvento.
Era lì, sola, desiderosa di tenerezza, di amore e di pace. Le lacrime le rigavano le guance e con un filo di voce chiedeva aiuto; ora urlando, ora piegandosi in due per le contrazioni del cuore.
Quando mi avvicinai a lei, urlò più forte; più dello strazio che sembrava lacerarle l'anima.
Istintivamente l'abbracciai come per strapparla a quel dolore e farlo mio rubandoglielo tutto.
Si accasciò al suolo esausta. Aveva speso le sue ultime forze in quell'urlo terribile. Non aveva più nulla per sé, nulla più da dare, da essere, da tentare, da chiedere, da desiderare.
Aveva urlato il suo ultimo disperato: “IO SONO!!!” che sentiva schiacciato, violato, offeso, deriso, incompreso da troppo tempo.
Come potevo non commuovermi per quel bisogno immenso di morte e di rinascita insieme?
Era lì, a terra, quasi morta. Il suo viso era immobile, gli occhi sbarrati che guardavano il cielo, le mani strette a pugno quasi nel tentativo di serrare un ultimo briciolo di quel “sé” che stava sfumando del tutto.
Ansimava forte con la bocca spalancata.
Sembrava attendere qualcuno ma non capivo chi.
Da quel momento in poi non cambiò posizione per una buona mezz'ora.
Poi, improvvisamente, la vidi muoversi adagio; prima sbattendo gli occhi, poi voltando lentamente la testa verso il cielo come se avesse sentito una presenza lì vicino.
Quando s'alzò del tutto, parve aver recuperato tutte le forze in un sol momento.
Camminava a passi lenti con il viso all'insù, come incantata.
Di tanto in tanto apriva la bocca come se stesse parlando con chi solo lei sembrava vedere.
Ad un certo punto il suo viso s'illuminò di un largo sorriso ed elevò le mani al cielo abbracciando qualcuno al quale lei donava il più bel sorriso che abbia mai visto in vita mia.
Mi stupivo di ciò che vedevo e non riuscivo a spiegarmelo.
Prima sembrava morta ed ora era più viva che mai.
Cos'era successo? Perchè il mio abbraccio l'aveva fatta stramazzare al suolo in quel modo? E adesso cosa l'aveva fatta rivivere così?
Quest'anno ha fatto cose che nemmeno lei credeva di riuscire a fare.
Ha cambiato totalmente il suo modo di vivere, di pensare, di dormire, di ridere, di godere di ogni cosa, di piangere, di amare, di soffrire, di mangiare....
L'avevo vista moribonda e disperata mentre ora è il ritratto della gioia di vivere!
Ancora adesso mi ringrazia d'averla abbracciata. Mi ha detto che le serviva avere pietà di se stessa. Le serviva un abbraccio più forte del suo dolore. Di qualcuno più grande del suo bisogno d'amore. DIO!!!!!
Le ho risposto che non avevo fatto altro che amarla: amare un “IO SONO” che voleva esistere nonostante tutto e tutti. Amare in lei ciò che Dio ama. Abbracciare in lei il Gesù che soffre, chiede, vuole, brama. Perchè Dio ha amato da sempre questa mendicante strana, piena di fantasia, indipendente, libera da schemi comportamentali stereotipati, capricciosa, irruente, allegra, amante della giustizia...
Ora è felice perchè Gesù le ha fatto capire che l'ama proprio così come lei è!
E ora non le importa più nulla se è ancora sola, se le cose vanno così così o se le rimangono pochi anni da vivere: sente di avere una dignità regale che non le verrà mai più tolta!
E' rinata proprio a quella vita nuova che Gesù aveva promesso per chi si abbandona fiducioso al Suo abbraccio misericordioso!!!

Il suo Angelo Custode


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