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Innamoramento


#104 - 0--FLG--Innamoramento--2006-06-05 20:39:06

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L'incontro inizia con una sensazione e termina con l'amore, passando attraverso la infatuazione e l'idealizzazione. Le sensazioni e le emozioni possono far scattare la scintilla dell'incontro, ma dicono poco o nulla sulla sua profondità. Chi assicura che quell'incontro continuerà? Sarà capace di resistere nel tempo? Forse lui e lei sono tipi aperti e socievoli, ma chi dice che cresceranno insieme e che questo incontro non sia che un fuoco di paglia della durata di pochi anni?   


Perché l'affettività diventi anche amore maturo, ha bisogno di un contenuto ben preciso e di un obiettivo verso cui tendere. Insieme perché? Per fare che cosa? Per andare dove? Va bene essere capaci di parlarsi, ma parlare di che cosa? Bellissimo aiutarsi, capirsi, ma su quali contenuti si esercita questa comprensione? Un amore senza contenuti e precisi  obiettivi non dura a lungo. Rimane un pallone vuoto, un vaso di cristallo esposto al pericolo di rompersi al confronto con la realtà. 

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I VALORI QUALIFICANO L'AMORE  


                La maturità affettiva é: insieme per un  progetto ideale. I valori non sono un optional dell'amore. La parola "progetto" definisce e qualifica la parola "insieme". Senza un progetto non si può' stare insieme: manca un elemento essenziale. L'idealità è costitutiva della relazione e non un optional in più, di contorno  ad una realtà già fatta. 


                Ma c'é di più:  é proprio dall' aspetto ideale  che  dipende il tipo di affetto che si realizza nella relazione. In altre parole: il vero amore non nasce solo dalla emotività (attrazione a stare insieme), ma dal progetto comune (capacità di camminare insieme). Togliete l'aspetto progettuale e il rapporto è impoverito anche dal punto di vista degli affetti: il loro numero a disposizione si rimpicciolisce. E' il valore che  innalza il sentimento allo statuto di affetto. Tolto l'ideale, sparisce l'affetto e rimangono -forse- solo sensazioni ed emozioni.


Basta vedere cosa succede in pratica. Quando le persone decretano la morte del loro rapporto, spesso dicono: "non  abbiamo più' niente in comune". Non necessariamente è sparita la piacevolezza del rapporto. E' che non ha piu' senso!  Di conseguenza, anche l'amore è svanito. "Non abbiamo piu' niente da dirci", è la constatazione che un progetto comune è venuto a mancare. Dunque, il fine qualifica affettivamente la relazione.    


TEST DELL'AMORE   


                Non bisogna confondere tre diverse realtà sentimentali: sensazioni, emozioni, affetto.  


* Le sensazioni sono reazioni globali (automatiche e passeggere) a stimolazioni correlate al funzionamento fisiologico o corporale, come ad esempio la risposta al freddo. agli stimoli della fame, alle ferite, alla vista di una bella ragazza. Si tratta di una risposta immediata ad uno stimolo che ci tocca nella nostra sensibilità. Se lo stimolo sparisce, cessa la sensazione. Se diventa spiacevole, la sensazione si trasforma nel suo opposto. Ad esempio, nell'amore erotico la sensazione eccitante della prima volta scompare quando la preda è ormai una facile conquista.   


* Le emozioni sono  invece qualcosa di piu' elaborato: ancora sensazioni ma , in piu', contengono un certo grado di consapevolezza di sè e degli altri, per cui in base ad esse il soggetto "si sente" e "sente gli altri".  Si dice infatti "ho fame" (sensazione), ma  "sono felice, triste, arrabbiato" (emozione).  La fame passa mangiando un panino, la tristezza può durare dei giorni, anche quando non c'é più motivo per esserlo. Le emozioni qualificano il rapporto emotivo con se stessi e con l'ambiente circostante. Sotto la tristezza mi commisero e forse mi sento slegato dagli altri. La rabbia mi fa sentire negativamente legato con me e gli altri. La felicità positivamente legato.  


Le emozioni sono piu' durevoli delle sensazioni, meno legate allo stimolo che le ha suscitate. Durano di piu' nel tempo ma comunque devono ricevere ogni tanto un rinforzo. Il piacere di stare con il figlio dura, anche se lui procura sensazioni spiacevoli; ma se non manda segnali (almeno saltuari e sporadici) che anche lui ricambia, l'emozione verso di lui tenderà a trasformarsi nel suo contrario. Se cade il rinforzo, prima o poi l'emozione cade. "Lui è cambiato" puo' significare che la sensazione piacevole dei primi incontri è stata rinforzata nel fidanzamento ma non dopo. Il rinforzo è cessato, altri impegni piu' "seri" rendevano ridicolo il reciproco corteggiamento e quella emozione è ricaduta nel vuoto anziché evolversi in affetto.   


* Gli affetti sono sensazioni-emozioni ma, in piu', contengono un riferimento ai processi cognitivi. Si aggiunge il pensiero conscio e consapevole: sto bene con te (sensazione), mi piaci (emozione), mi comprometto con te (affetto).   


Gli affetti appartengono ad un ordine piu' alto: sono emozioni dotate di senso e quindi cresciute a dimensione di atteggiamento costante, con a volte una costanza straordinariamente tenace, libera da ogni rinforzo. Non é raro trovare persone che continuano ad amare nonostante tutto: genitori ostinati nell'amore anche se il figlio non ripaga mai, coppie che continuano a stare insieme anche se umanamente il loro matrimonio é un fallimento, figli che continuano a sperare nella riconciliazione anche se nessuno ha il coraggio di farlo. Questo non é masochismo né eroismo, ma semplice amore portato al suo compimento più bello. 


Ecco perché il vero affetto dura nel tempo, é fedele e indissolubile: sa cogliere l'interiorità dell'altro e accappararsene per elaborare un progetto comune. La vita sentimentale vera è sempre una vita finalizzata ad un ideale.   


Che i valori abbiano la capacità di promuovere l'amore umano lo si vede chiaramente nell'amore verginale di chi rinuncia, in forza di una speciale chiamata divina, al diritto di essere corrisposto. E l'amore di trasformazione: "riciclare" I'amore ricevuto da Dio nella cura degli altri senza chiedersi, prima o dopo l'atto di amore, se l'altro ha corrisposto. E' un modo di essere segno dell'amore e della potenza trasformatrice di Dio: una attenzione indivisa per il Signore che può tanto amare e fare cose tanto grandi, da chiamare a vivere un amore che all'occhio umano resta un enigma. Questo amore rinuncia al diritto di restringersi ad alcune persone che per legami familiari o di amicizia sono prioritarie su altre; rinuncia alla reciprocità fino a preferire quelle persone che per la loro posizione non possono rispondere all'amore ricevuto: i disperati, i soli, gli egoisti, le minoranze sociali, i senza voce in capitolo.    


 Nella persona amata posso cercare tre cose.   


* Aspetto fisico: si prova una sensazione di eccitamento (amore erotico).   


* Aspetto psichico (atteggiamenti, modi di fare, vestire, parlare...): si prova una emozione di fascino (innamoramento). Le qualità fisiche sono solo la copertura esterna di qualità psichiche apprezzabili. L'innamorato rimane "toccato" nella sua emotività psichica da speciali caratteristiche del partner; ma non ancora dalla sua singolarità: deve ancora raggiungere il nucleo piu' intimo dell'altra persona .   


* Aspetto spirituale: l'altro viene colto nella sua unicità, come un tu unico e irripetibile che si nasconde dietro alle caratteristiche fisiche o psichiche e da questo tu si rimane "commossi" (amore maturo). Le apparenze fisiche e psichiche della persona amata sono l'abito esteriore ed interiore con cui essa si abbiglia.   


A chi  è preso sessualmente o è innamorato piace, rispettivamente, una caratteristica fisica o una qualità psichica del partner, cioè qualche cosa che questi "ha", "possiede". Colui che ama, penetra attraverso l'abito fisico e psichico per giungere fino alla spiritualità del tu amato.   


L'eccitamento produce sensazioni, l'innamoramento emozioni, l'amore affetto capace di riservarsi per sempre all'altro. Si può rimanere eccitati dal corpo dell'altro, affascinati dal suo modo di fare, commossi dalla sua interiorità unica e irrepetibile.   


Immaginiamo che mi venga proposto: "ti offro una copia perfetta della persona che ami. Del tutto identica al tuo "lei"/"lui", sia dal punto di vista fisico che psichico". Potrei trasferire il mio amore su questo sosia perfetto? Se amo davvero, non potrei: "sì é uguale, ma non é lei/lui!". Il sosia basterebbe  invece all'innamorato che ancora non é arrivato a cogliere il tu, singolo e irrepetibile, del partner.   


L'amore cristiano rende piu' profondi i sentimenti   


Quando nel tu dell'altra persona si intravvede la possibilità di un progetto comune, la gamma della comunicazione affettiva si allarga. Sono possibili sensazioni ed emozioni altrimenti inaccessibili. A ideali qualitativamente diversi corrispondono esperienze affettive differenti. L'amore altruista conosce emozioni inaccessibili all'amore egoista cosi' come l'avventuriero sentimentale non puo' sperimentare le emozioni superiori di chi vive un amore fedele e costante. Gli affetti sono tanto piu' profondi quanto piu' l'ideale implicato stimola i partners ad essere dei costruttori creativi della relazione e non solo passivi fruitori di essa.  Anche in amore, il vangelo di Cristo ha qualcosa in più da offrire.   


I falsi amori   


Se l'elemento ideale qualifica la maturità relazionale, allora è proprio lui a smascherare i falsi o "solo proclamati" amori. C'è un amore che è spontaneità e nasce o muore facilmente, poiché si tratta solo della esasperazione della sensazione; c'è un altro amore che nasce come spontaneità ma che si sviluppa su predisposizioni umane nel frattempo educate e dirette. Ci sono relazioni vissute secondo categorie di spontaneità e altre secondo categorie di totalità; ci sono amori da compagnia e amori da condivisione. La differenza non è data dalle parole che gli amanti si scambiano ma dalla loro disponibilità affettiva a legarsi  per sempre anche nella dimensione ideale. Nell'amore maturo ci sono quindi sempre tre elementi: io - tu - ideale comune.   


La castitA' E' aver cura dell'amore   


Non deve quindi stupire se per il cristiano l'amore è un atto di volontà. La differenza fra sentimento e atto di volontà è la differenza che intercorre fra queste due affermazioni: Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. e Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.. La voglia  è vaga. La volontà è precisa: implica una scelta che condiziona ad agire di conseguenza  anche nel futuro.   


L'amore è volersi impegnare per il futuro. Questa volontà tiene la relazione in uno stato di vigilanza che le permette di crescere. Gli innamorati si sentono arrivati, in cima alla vetta. L'amore, come volontà di impegnarsi definitivamente a vicenda, comporta tensione di crescita: non ci si sente perfetti ma perfettibili, partiti ma mai arrivati. Nuove vette si profilano man mano che si cresce nella donazione reciproca.  La volontà mette in movimento.  


Se l'amore è atto di volontà, non è però volontarismo che pone tutto sotto il dominio della volontà e dello sforzo. Di solito (non sempre) I'inizio dell'amore è una infatuazione, ma non è questa che lo definisce. L'essenziale è la volontà di stabilire una relazione stabile e duratura che faccia crescere; l'infatuazione può aiutare questa volontà e spesso la inizia, ma è la decisione di impegno al di là e dopo la infatuazione a definire il vero amore.   


La fedeltA'  non E' solo costanza   


Ci si innamora spontaneamente, ma non si può rimanere nell'amore per spontaneità: l'amore è anche sforzo. Non tutto è compiuto fin dall'inizio. Dopo aver escluso certe possibilità, rimane lo sforzo di riempire progressivamente lo schema di vita scelto (quale grado di coinvolgimento? quale radicalità di amore?...). E' lo sforzo del sondaggio continuo: si elimina ciò che oggi non può più essere sostenuto perché infantile, si operano trasformazioni di accento, nuovi elementi che prima erano sullo sfondo passano alla ribalta.... Questo lavoro mette alla prova il realismo dell'amore iniziale: nuovi avvenimenti andranno contro la scelta fatta. Bisogna imporsi, se non si vuole perdere per strada l'amore.   


In sintesi:  


* L'innamoramento non è la garanzia dell'amore. L'amore maturo non "fonde" né "confonde" le persone. Rispetta, cioè ammira, apprezza, tiene in considerazione l'altro.   


* L'amore maturo non é all'inizio di un rapporto né un fatto spontaneo, ma un punto di arrivo e una conquista.  Non sembra quindi fattore di crescita la prassi che appena scoperta la genitalità, il ragazzo si coinvolga in relazioni sessuali. Neanche è corretto pensare che se si funziona bene a letto tutto andrà bene. Non è neppure corretto usare la sessualità a prescindere da un contesto di rapporto totale: sapersi riservare esclusivamente per una persona e rimanerle fedele per sempre. E' illusorio pensare che siano i rapporti sessuali a creare la relazione  matura. Non è il fatto di avere un sesso che rende capaci di amare, ma è la decisione di amare che rende capaci di usare il sesso.   


*La capacità di restare nell'amore richiede la capacità di essere e restare se stessi. Prima di conoscere ed amare un altro, bisogna conoscere e amare se stessi. Non è la relazione che crea la identità, ma è l'identità che porta alla relazione: ama il prossimo tuo come te stesso.  Se hai cura della tua vita puoi prenderti cura della vita altrui. Se butti via te stesso, butti via anche il tuo vicino.  Se vuoi un test della tua capacità di amare, guarda come tratti i tuoi genitori: ciò che provi dentro di te, vedendo il loro voltò, sarà con buona probabilità ciò che proverai fra  10 anni vedendo il volto del tuo partner.   


* Per mettersi insieme con successo bisognerebbe aver superato la mentalità infantile di pensare che vita felice è sinonimo di mia realizzazione: "io ho delle esigenze e sono realizzato quando le riesco ad appagare!". Organizzare la propria vita sulla logica di bisogni personali, seppur legittimi, impedisce la disponibilità verso l'altro. (Un esempio banale è la ricerca della relazione come mezzo per uscire dalla propria solitudine. Un altro un po' piu' sottile, è vivere la relazione come dominio o come sottomissione : stare con l'altro  per avere la conferma di sè) . La garanzia dell'amore non è il bisogno di vivere con qualcuno ma per qualcuno. Prima di dire "ti do un bacio" bisognerebbe avere il coraggio di dire "ti do una mano". Abbracciare l'altro non vuol dire bamboleggiare.   


* quando la relazione poggia sul bisogno, la sua perseveranza dipenderà dalla soddisfazione dello stesso. "Ti voglio bene" non significa soltanto "io sto bene con te". 


Dono totale di sè per il bene della relazione è invece un programma di decentramento: il punto di attenzione non è l'io nè il tu e neanche lo stare insieme ma è lo stare insieme  finalizzato al bene comune attraverso il dono di sè. In termini cristiani si chiama oblatività o amore di trascendenza. E' una relazione che va oltre il bisogno ma non nega il bisogno. Amare é andare oltre il necessario. E' saper scegliere e anche avere il coraggio di dire di no.   


* Il progetto cristiano non limita l'affettività ma la fornisce di un contenuto e di un fine che ha il potere di  far sperimentare sensazioni, emozioni e affetti altrimenti non sperimentabili.    


A PROPOSITO DI CASTITA'  


CASTITA': un fatto di libertà   


C'é il sospetto che "castità" significhi l'esatto contrario di "libertà". Divertirsi -oggi- significa consumare e comprare cibi, bevande, sigarette, gente, libri, films... Tutto é  consumato, inghiottito... Perfino le cose spirituali diventano oggetto di scambio e di consumo.  Chi non sottostà a questa logica, si sente tagliato fuori. Se questa é libertà, la castità appare contro-corrente: non é allineata. Contesta alla radice un sistema che non ammette contestazioni.   


CASTITA': saper scegliere le esperienze giuste   


Si dice:"L'esperienza insegna". Certo, ma a patto che l'esperienza ci abbia preservato  la possibilità di imparare , e non abbia ucciso la speranza. Comunque sia, ogni esperienza lascia un segno, bello o brutto che sia. E' necessario guardare bene in faccia ogni esperienza, valutarla prima di affrontarla, senza presumere troppo sulla propria capacità di reagire. Immagini, sensazioni, discorsi, gesti, suoni hanno un effetto notevole sul nostro modo di comportarci. Le sollecitazioni non possono lasciarci indifferenti. L'abitudine, a lungo andare, crea un atteggiamento, un modo di vedere la vita fortemente condizionante. Messaggi centrati sostanzialmente sulla ricerca del piacere, fanno passare in secondo piano altri interessi più costruttivi, e ci  si ritrova impoveriti senza nemmeno accorgersene. E allora, con chiarezza, dobbiamo rifiutarci di stare al gioco.   


CASTITA': sentirsi  responsabili  dell'altro.  


Le nostre esperienze lasciano conseguenze anche sugli altri. Sbagliare vuol dire far pagare anche loro.... C'é un fumare attivo e uno passivo....  E' una grossa responsabilità permettere all'altro di non rimpiangere di averci incontrati. Per costruire la propria vita con un "lui" o con una "lei", bisogna prepararsi ad essere persone attive, nella vita di gruppo, nella costanza dei propri impegni, nel superare le difficoltà, nella capacità di rendere un servizio a chi ci sta vicino. Questo cammino si chiama castità.   


CASTITA': lo stile di chi impara a vivere   


E' chiaro che per castità si intende uno stile di vita che vale per ogni fase dell'esistenza e non un semplice elenco del "questo sì, questo no". E' uno stile che fa riscoprire gli ingredienti della buona esperienza:   


- fantasia: il gusto di inventare di nuovo, anziché trovare tutto confezionato; 


-  disciplina: capacità di tenere duro, anziché aspettare di "smontare dal servizio" per lasciarsi andare a tutto;   


- concentrazione: capacità di vedere che qualcosa esiste perché é bello, vale, é importante e non solo perché mi serve, mi piace, mi dà;   


- pazienza: capacità di attendere e costruire, passo dopo passo, per garanzia di tenuta.   


CASTITA' é arte di amare  


Basta parlare con chi vive lo stile della castità. Non é necessario scomodare grandi personaggi.  Basta farsi amico di quei tanti che abitano la nostra strada. Ragazzi e ragazze che non si lasciano "inquadrare", Quelli che hanno capito che l'impegno per gli altri e per la propria vita é più importante del divertimento. 


Le loro parole, di solito, hanno un peso:  di loro la gente si fida. Il fatto di essere casti non li rende affatto inibiti, ma li apre ad una generosità e precisione di giudizio che fa invidia. Per loro, la castità é un fatto quotidiano: si sono abituati poco a poco a desiderare alla grande, a ragionare con la propria testa e a disporre con autogestione le capacità racchiuse nella loro mente, nel corpo e nel cuore. 


La castità non é un invito a disprezzare se stessi, anzi. E' lo stimolo a vivere  con tutte le energie di cui ciascuno é dotato, ma che non si possono scoprire se non ci si prende sul serio.  


CASTITA': glorificare Dio nel corpo  


Dio è glorificato quando l'uomo realizza se stesso in modo vero e pieno.  


Il giovane, impegnato ad essere casto, rende gloria a Dio perché si fida di Lui: sa  che Dio lo accompagna sul sentiero del suo vero bene. 


Se il Signore conta sulla nostra riuscita, possiamo dubitarne noi?   


Possiamo sbagliare e perdere la speranza. Nulla di più normale.  Ma dopo, non copriamoci con giustificazioni assurde: "Ma é cosa naturale!,  lo fanno tutti!,  non riesco a fare diversamente!...".  E' molto più costruttivo riconoscere: "ho sbagliato". E' un gesto di sincerità che dice coraggio e  permette di rimettersi in cammino. 


....... Una piccola storia....  


Castità è costruire legami di amore  


"Il libero amore non é un amore libero; é solo un amore senza legami, perciò non é amore vero. Libero non é il cuore senza legami, ma il cuore che ha infiniti legami d'amore". 


Il "Piccolo Principe" imparò questa lezione dalla volpe (dal libro di Saint Exupery).   


"...La mia vita é monotona...ma se tu mi addomestichi la mia vita sarà illuminata. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda, vedi laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane, e il grano per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla, e questo è triste! Ma tu hai i capelli colore dell'oro; allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato! Il grano é dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano".  La volpe tacque e guardò a lungo il Piccolo Principe: "Per favore, addomesticami" -disse.  


Castità é costruire un amore non confezionato   


"Volentieri" rispose il Piccolo Principe, "ma non ho molto tempo. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".  


"Non si conoscono che le cose che si addomesticano" disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comperano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami".   


Castità é prepararsi il cuore   


"Che bisogna fare?" domandò il Piccolo Principe. "Bisogna essere molto pazienti" rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..." .  Il Piccolo principe tornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora" disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Con il passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi, scoprirò il prezzo della felicità! Ma  se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora  prepararmi il cuore..; Ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?" disse il Piccolo Principe. "Anche questa é una cosa da tempo dimenticata" disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore...".   


Castità é costruire un amore fedele   


Il Piccolo Principe se ne andò a rivedere le rose e disse "Voi non siete per niente simili alla mia rosa; voi non siete niente per me. Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Siete come era la mia volpe. Non era che una volpe, uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente un qualsiasi passante direbbe che la mia rosa vi assomiglia, ma lei, lei sola é più importante di tutte voi, perché è lei che ho inaffiata; é lei che ho messo sotto la campana di vetro; é lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi o anche qualche volta tacere; perché su di lei ho ucciso i bruchi. Perché è la mia rosa".   


Castità é vivere un amore responsabile   


E ritornò dalla volpe . Essa disse al Piccolo Principe: "Ecco il mio segreto; è molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L'essenziale é invisibile agli occhi. E' il tempo che tu hai speso per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa". "Io sono responsabile della mia rosa"  ripeté il Piccolo Principe per ricordarselo. 


don Alessandro Manenti

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