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Solitudine - Uno dei problemi più diffusi anche tra noi Cattolici. <img src="http://diodamore.forumup.it/images/smiles/eusa_shifty.gif "> <br>



Vacanze e solitudine

Ci riprovo, vediamo se qualcuno che non è in vacanza si lancia e rischia di rispondere :muoviti

Hermann Hesse asserisce:"Nulla è più pericoloso per l'anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza."

1- Quale verità nasconde questa frase?
2- Bisogna evitare di approfondirsi?
3- Non è bene vedere sempre il negativo dappertutto?
4- E' uno sguardo diverso da imparare o è quasi impossibile per chi soffre di depressione?
5- Dio ci invita ad evitare di guardarci in profondità?
6- Dio vuole che siamo contenti per forza?

Ho messo delle domande che spesso la gente si pone di fronte a chi la sollecita a guardare oltre se stessa, a voi i commenti.




Re: Vacanze e solitudine

Ad una prima analisi direi che la verità in questa frase riguarda come guardiamo noi stessi. Se la nostra introspezione è superficiale, cioè se non siamo capaci di cogliere il lato positivo anche nella tribolazione, siamo ancora troppo legati al nostro "io" che non ci dà la possibilità di andare oltre le nostre contingenze quotidiane.
Certamente dobbiamo approfondire le nostre vicende per diversi motivi, primo fra tutti la possibilità di correggere il tiro, di capire come non piangere su noi stessi se non nel rammaricarci, indagare su ciò che ci ha spinto alla rottura con il Signore e chiedere perdono e poi, visto che per la "croce" siamo dei "perdonati", ringraziare Dio con canti di lode alla sua immensa Misericordia.
Non so rispondere a questa domanda perché non ho gli strumenti per farlo ma ritengo che l'abbandonarsi totalmente al Signore implichi anche di riconoscere i nostri limiti, le nostre debolezze e Dio ci invita a guardarci dentro per riconoscere come le tentazioni siano sempre in agguato. Solo la preghiera costante e l'affidamento all'Amore del Signore non ci fa essere "contenti per forza" ma ci dona la possibilità di sentirsi amati e questo ci riempie di gioia,cioè ci riveste della capacità di sorridere anche nelle difficoltà perchè non siamo soli. Lui è sempre con chi lo cerca!







Ciao a tutti,
la riflessione che faccio è forse un tantino più spirituale... Che psicologica.

Nel senso... E' il periodo di solitudine che ci fa cascare... O la mancanza di fondamenta costruite in tempi migliori?

Ciò che bisogna ricordarsi è che tutto ciò che facciamo con il Signore accanto andrà a buon fine o comunque andrà nel migliore dei modi... Perchè il Signore vuole la nostra felicità.
C'è un passo del vangelo che dice... " se hai qualcosa che ti crea pensiero, che ti mette in difficoltà, parlane con me e la risolverò".
Quindi il Signore non vuole che ci soffermiamo a problemi che ci allontanano da lui... Ma vuole che le offriamo a Lui e con Lui si risolveranno.
Facciamo in modo che le nostre difficoltà siano un trampolino per avvicinarci al cielo.
Un abbraccio.




Re: Vacanze e solitudine

FLG Wrote: :
Ci riprovo, vediamo se qualcuno che non è in vacanza si lancia e rischia di rispondere :muoviti

Hermann Hesse asserisce:"Nulla è più pericoloso per l'anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza."

1- Quale verità nasconde questa frase?


La verità nascosta in questa prima domanda è, che se dedichiamo troppo tempo a pensare a ciò che non abbiamo fatto, cosa protremmo aver fatto, o peggio ancora, non sono in grado di fare, sono un debole e via dicendo, rischiamo di andare alla deriva della nostra spiritualità e morale dell'anima, dobbiamo lottare, si pensare ai fallimenti ma per rinnovarci e crescere ancor più forti, noi abbiamo la grazia dello Spirito Santo che soffia su di noi la sapienza di Dio, la forza, l'Amore con la A maiuscola che penetra nella nostra anima, usiamola con coraggio. Abbiamo la Vergine Maria che è sempre presente in ogni nostro passo e intercede x noi. :prega
questo è il mio pensiero oops :tiascolto :telodico:




Re: Vacanze e solitudine

AnnaMaria Wrote: :
...ritengo che l'abbandonarsi totalmente al Signore implichi anche di riconoscere i nostri limiti, le nostre debolezze e Dio ci invita a guardarci dentro per riconoscere come le tentazioni siano sempre in agguato.

Concordo, l'abbandono è efficace, ma non necessariamente avviene dopo aver riconosciuto le nostre debolezze. Capita spesso il contrario: mi abbandono perchè non so più dove sbattere la testa e mi rendo conto che non avevo gli strumenti idonei, che devo ancora camminare tanto, ecc...
Le tentazioni, poi, se non ci fossero, non cresceremmo perchè la tentazione ci rimette davanti costantemente ciò che dobbiamo modificare per essere pienamente liberi.






Dominus Wrote: :
la riflessione che faccio è forse un tantino più spirituale... Che psicologica.
Nulla c'è nell'uomo che Dio non abbia creato, psicologia compresa. Quindi quando si parla di spiritualità, si parla anche di psicologia.
Dominus Wrote: :
... E' il periodo di solitudine che ci fa cascare... O la mancanza di fondamenta costruite in tempi migliori?
Tutte e due le cose. Nella solitudine si è portati a riflettere su noi stessi e si può rischiare di cadere in quel turbine di pensieri negativi che - se non si è preparati in precedenza - ci portano lontano dalla Verità.
Dominus Wrote: :
C'è un passo del vangelo che dice... " se hai qualcosa che ti crea pensiero, che ti mette in difficoltà, parlane con me e la risolverò".
Dov'è questo passo!? Mai sentito wink






Gian, ben detto wink




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