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Dubbi e perplessità
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Dubbi e perplessità - Se hai dubbi di fede o stai vivendo in un periodo di buio, <br>questo è il posto giusto per parlarne.
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il sacrificio....
qualcuno dice....che se non soffriamo con gioia...il sacrificio e' nullo....
per soffrire con gioia.....devo amare a tal punto Dio..che ogni dolore diviene lieve in me.....e tutto si trasforma in gioia per raggiungerlo in paradiso ......la realta' delle cose non cambia..
..cio' che deve cambiare e' il mio cuore....e' l'amore che credevo di avere per Gesu'...invece mi accorgo...che soffrendo con dolore in realta'..non c'e'....e' il maturare una fede vera...non superficiale...o..illusoria....
io sapevo più che altro che bisogna donare con gioia...
soffrire con gioia mi sembra strano...se si sta soffrendo per un sacrificio che giova a qualcun altro, si può trarre gioia da questo, o perlomeno si può trovare il senso di questa sofferenza...ma la sofferenza rimane quel che è...
per non parlare poi di ciò che causa sofferenza senza giovare nessuno...ancora di più lì il dolore è dolore. No, non credo che vi sia gioia nel dolore, se c'è gioia, essa viene o dal "vantaggio" che si può nascondere da quella sofferenza, o da altre cose, magari correlate, ma esterne alla sofferenza, che ne so, per esempio il vedere che nel momento di dolore gli amici non ci lasciano soli...così come ai parenti di un defunto può far piacere vedere la chiesa stracolma durante i funerali e ricevere il sostegno di tante persone, magari anche sostegno inaspettato da parte di qualcuno...ma il dolore rimane dolore...
si può trarre gioia anche nel portare quella sofferenza con il Signore Gesù...e allora non c'è più disperazione, si vede la sofferenza con occhi diversi...ma il dolore rimane dolore e la sofferenza non va via...
perciò credo cassandra che tu non ti dovresti preoccupare del fatto che non soffri con gioia..sarebbe da masochisti farlo...portare la sofferenza con Gesù, vederla con occhi nuovi, affrontarla è possibile...ma di provare gioia graxie ad essa non ne vedo il motivo
Forse cassandra intende quella gioia donata dalla grazia che il Signore dà a chi è ad alti ..."livelli". Lì c'è gioia ma non nel soffrire ma piuttosto la sofferenza non è avvertita in pieno. Si tratta di doni particolari dove il credente si sente così legato a Dio da non percepirne il dolore.
E' un po' come per la partoriente: sente il male ma è poca cosa rispetto alla gioia per l'evento e all'attenzione che pone in ciò che fa.
Avete in mente i fanciulli nella fornace ardente che cantavano nonostante il dolore? Ecco!

Non facile da comprendere, se volete vi cerco qualche frase dei santi.
Si, una proposta molto chiarificante se metti altre frasi, cosi', non mi rompo la testa a spiegare a me stessa che provo, grazie!! E grazie a vivalavida!
pardon, cassandra scusa non ti avevo letto, anche a te un grazie, sono domande che se non c'e' una risposta vera, cioe' nel cristianesimo, viene sempre mal definita e ci rende tutti un po' masochisti, un abbraccio e ancora grazie!
Per il momento leggete qui-->
http://www.zenit.org/article-7855?l=italian
poi vi riporto alcune frasi dei santi sul dolore e la gioia.
grazie FLG, del prezioso articolo, aspetto con gioia il resto, te ne sono grata.
Un abbraccio!

Madre Teresa di Calcutta (La gioia di darsi agli altri, Ed. Paoline, 1987, p. 143):
"Noi aspettiamo con impazienza il paradiso, dove c’è Dio, ma è in nostro potere stare in paradiso fin da quaggiù e fin da questo momento. Essere felici con Dio significa: amare come Lui, aiutare come Lui, dare come Lui, servire come Lui".
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Maria Rosa Pellesi, religiosa beatificata a Rimini dal cardinale Saraiva Martìns:
Nel 1969, le viene diagnosticata una distrofia angiosclerotica della retina che la rende quasi cieca. Suor Maria Rosa ha un movimento di sgomento: “La cecità mi fa paura”. Ma poi si abbandona: “E’ Gesù che chiede e io non posso fare a meno di ripetere: sì, Gesù, sangue per sangue, amore per amore. Vorrei parlare della mia gioia, della gioia pura che dà il Signore quando si fa allegramente la sua Volontà.
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Manuel Lozano Garrido (Lolo), giornalista paralitico e cieco. E' stato proposto dalla Congregazione per le Cause dei Santi il 3 ottobre 2 0 0 7.
Da "La Gioia vissuta, edito dalla San Paolo, scritta da Rafael Higueras Álamo e Pedro Cámara Ruiz":
Nella sua vita entro poco a poco il valore del dolore come accettazione nella pace e nella gioia dei piani di Dio. In quel momento la sua vita, il contatto con la gente, si converti’ in allegria contagiosa. Ai piedi della grotta di Lurdes, Lolo pellegrino-infermo, dice alla Signora: “ Ti offro l’allegria, la benedetta allegria”. La Signora semino’ e moltiplico’ in lui il seme dell’allegria, del buon umore, che lui trasmetteva a chi si avvicinava alla sua sedia a ruote.
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Santi Simeone Berneux, Giusto Ranfer de Bretenières, Ludovico Beaulieu e Pietro Enrico Dorie Missionari, martiri:
“Qui - dissero i pagani - quando si porta la catena si è tristi, ma voi perchè sembrate tanto contenti?”. “E’ che, - rispose padre Berneux - noi che seguiamo la vera Religione, che è quella di Gesù, possediamo un segreto che voi non conoscete. Questo segreto cambia il dolore in gioia. E’ perché vi amiamo che veniamo ad insegnarvelo”.
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Santa Brigida:
"Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita. Il dolore, la malattia, la povertà, l' abbandono, mi affliggevano.
Con amore, ogni sera ho letto queste Orazioni, e la mia vita si è miracolosamente trasformata, e il Signore fedele alle sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza e di consolazioni."
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San Tommaso D'Aquino-Summa Theologiae, II-II, q.28, a.4.
"La gioia è il primo effetto dell’amore e, quindi, della totale offerta di noi stessi."
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Josefa Segovia (1891-1957 - ha diffuso l’Istituzione Teresiana fondata in Spagna da san Pedro Poveda, ha consolidato l’espansione dell’Istituzione in Uruguay, Argentina, Cile, Messico, Bolivia, Perù):
-"Una gioia che si frantuma alla più piccola prova, che si incrina di fronte alla più piccola contrarietà, non ha buone fondamenta, non è gioia vera, non è partecipazione della gioia di Dio. Gioire quando ci lodano, ci ascoltano, ci onorano e ci amano è abbastanza facile, non implica sacrificio, né probabilmente merito. Quando la malattia ci visita e i dolori ci affliggono, allora la gioia vera del cristiano è necessaria per accettare il calice amaro con la pace nel cuore e il sorriso sulle labbra. Accettazione che è una offerta e una preghiera sentita e amorosa". (15-6-1030)
-"Ci liberi, Dio, dalla gente triste!"
-"Quando la pace è vera si comunica a quelli che ci circondano anche senza proporcelo. C’è tolleranza, flessibilità… c’è un adattamento all’ambiente e alle persone… c’è quella gioia santa che rende facile e gradevole il dovere, c’è uno zelo attivo e intenso che ha come suo alimento la preghiera…" (29-5-1929)
che bel lavoro!FLA', grazie come sempre, ma non finisce qui, penso che faro' un paio di domande, non sono ancora del tutto chiara, un caro saluto.

Sono sei anni che sto lottando contro un tumore, eppure questa malattia la vedo come un dono del cielo, perchè è stato grazie a questo che mi sono ritrovata con Dio. Quasi tre anni fa ho passato un periodo molto brutto, avevo così tanto male addosso che mi sentivo abbandonata anche da Gesù e in un momento di disperazione ho chiesto a mio marito "aiutami a morire", lui mi ha guardata con tanta pena e senza dire nulla si è allontanato con le lacrime agli occhi. Allora ho guardato il Crocifisso appeso al muro e piangendo ho gridato..Gesù, Gesù mio dove sei?!..perdonami per quello che ho detto, offro queste sofferenze a Te e alla nostra dolcissima Mamma sia fatta la tua volontà. Poi con il Rosario tra le mani ho cominciato a pregare..In quei giorni tutti aspettavano la mia morte, e invece sono ancora qua a raccontarlo, certo, sono sempre in cura e faccio due terapie alla settimana senza mai smettere, ma conduco una vita tutto sommato dignitosa, e la gioa di poter vedere crescere mio figlio che oggi ha 17 anni..Che dire, è difficile sopportare le sofferenze, ma io offro tutto al Signore, anche la mia stanchezza, e ho capito una cosa, che quando offriamo le nostre sofferenze, i nostri dolori non importa se non si offrono con gioia, l'importante è farlo con amore, ci pensa Gesù a riempire di gioia il nostro cuore...oohh come si viene ben ripagati.....spero di avere fatto capire quello che intendevo dire...
Vi abbraccio e a presto..ciaoooooo...lia..

Si...la testimonianza di lia....penso che sia di grande forza...e semplicita' da ritenersi sicuramente curata dall'impronta di Dio.....lui lo sa' di che siamo fatti.....e anche se inizialmente non offriamo con gioia....non siamo di certo ribelli.....ma persone che vorrebbero....comunque con tutti i loro limiti amarlo...e seguirlo...per cui non c'e' nulla di sbagliato a sacrificarsi con fatica......piano piano scendera' la grazia a rendere quel sacrificio.....piu' lieve sicuramente...daltronde....anche isacco...fu' chiamato a sacrificare il foiglio.....l'unico suo figlio....al signore....e pur non rifiutandosi....la sua offerta di sacrificio era senza dubbio molto dolorosa.....struggente direi...combattuta fino all'ultimo....allora quel sacrificio era senza valore perche' donato senza gioia?...No.....aveva molto valore perche' di valore immenso la cosa a cui si rinunciava.....
per me...l'importante e' fare ogni cosa per il signore....e' lostesso se poi i nostri sentimenti sono contrari e osteggianti....oppure rassegnati e sereni.....
cara lia!!
Tu scrivi:-Spero di aver fatto capire quello che intendevo dire-
Eccome se l'hai fatto capire!!Tu parli dalla Croce!Tutti coloro che sono inchiodati con Gesù sulla Croce parlano non per orgoglio nè per tornaconto personale,perciò parlano di Verità e in Verità e solo la Verità è capita e compresa.Hai ragione,la Croce non la si abbraccia con gioia ma con Amore ed è questo che fa gioire il Signore:gioia che Lui non trattiene per Sè ma che,nel Suo Grande Amore per noi,ridona a noi!Non so se ho spiegato bene il mio pensiero perchè la nostra mente "vacilla"dinanzi a questo Amore!Cara sorella nella fede,non voglio dirti le solite e convenzionali parole di conforto,il vero Conforto lo hai nel Signore,voglio soltanto dirti ,con umiltà,-Abbi fede!-Un caro saluto
