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Oggi, 27 gennaio, giorno della Memoria

Penso sia un gesto veramente da uomini ricordare tutti insieme, grazie a questa ricorrenza, il genocidio dei nostri fratelli maggiori all'epoca nazista.
Si potrebbero far scorrere centinaia di immagini agghiaccianti, ma personalmente preferisco ricordare quella che fu la sofferenza più terribile, quella spirituale, di un popolo che si sentì abbandonato da Dio e dall'umanità. Ricordiamo la struggente testimonianza della Santa Edith Stein, Suor Teresa Benedetta della Croce, ebrea - carmelitana, donna di straordinaria intelligenza e sensibilità, uccisa in una camera a gas ad Auschwitz perchè ebrea e cattolica, che dice:
"...avevo già sentito prima delle severe misure sugli ebrei. Ma ora cominciai improvvisamente a capire che Dio aveva posto ancora una volta pesamentemente la Sua mano sul Suo popolo e che il destino di questo popolo era anche il mio destino "."
...non l'attività umana ci può aiutare ma solamente la Passione di Cristo. ll mio desiderio è quello di parteciparvi."
Le ultime parole della Santa prima del martirio, rivolte alla sorella Rosa, furono:" vieni andiamo per il nostro popolo."






Sì, certi orrori non vanno dimenticati e tenerne vivo il ricordo può servire a impedire che simili tragedie possano ripetersi.






Scusate una provocazione...
Mi piacerebbe che allo stesso modo si ricordasse il genocidio dei cristiani armeni e che - come con la shoah - si menzionasse anche il martirio di tutte le religioni della terra.
E noi? Saremmo pronti? :bugia






FLG Wrote: :
Scusate una provocazione...
Mi piacerebbe che allo stesso modo si ricordasse il genocidio dei cristiani armeni e che - come con la shoah - si menzionasse anche il martirio di tutte le religioni della terra.
E noi? Saremmo pronti? :bugia


Certo, ogni genocidio va ricordato.
Essere pronti? I martiri non mi convincono, mi sembrano più dei fanatici che dei santi. Io non sono un tipo che ama farsi martirizzare nella carne. Secondo me il vero martirio è nello Spirito, è nell'amore che salva, non nell'amore che muore. Gesù vuole persone vive e gioiose, non martiri carnali. Sono i fanatici che vogliono i martiri carnali.






pixel Wrote: :
...Secondo me il vero martirio è nello Spirito, è nell'amore che salva, non nell'amore che muore. Gesù vuole persone vive e gioiose, non martiri carnali. Sono i fanatici che vogliono i martiri carnali.

Eppure se pensi ai martiri "obbligati" (quelli che non avevano scampo) si sono comportati più da eroi che da pazzi.

I fanatici cercano il martirio, i santi no (ma con la grazia possono affrontarlo).
E' un po' come una mamma che vedendo suo figlio affogare si butta per salvarlo: diresti che è pazza o che ama suo figlio fino a morire per lui!?
Allo stesso modo i martiri non potevano negare o misificare il loro amore per Dio.

Se invece volevi alludere a quelli che in ogni cosa vedono e cercano la sofferenza a tutti i costi...son d'accordo con te: Dio vuole i vivi e i testimoni gioiosi e non vittimismi.






FLG Wrote: :

E' un po' come una mamma che vedendo suo figlio affogare si butta per salvarlo: diresti che è pazza o che ama suo figlio fino a morire per lui!?
Allo stesso modo i martiri non potevano negare o misificare il loro amore per Dio.


Giusto, nella speranza che quella madre sappia nuotare, perché se non sa nuotare, a mio avviso, sbaglia.
Bisogna saper vedere chiaro prima di andare in soccorso di un cieco, altrimenti si finisce tutti e due nella fossa, così bisogna imparare a nuotare prima di andare in soccorso di chi annega, altrimenti si annega in due.






Ovviamente cool
Allo stesso modo, se si sopravvalutano le proprie forze (di fede e di grazia) si rischia di non fare nè un eroismo nè un martirio: è questo che intendi?
Anche se per morire ci vuole tanto di quel coraggio che se non hai nè fede nè grazia...mah, voglio vederti :lol:






Mah, secondo me è un po' da sfatare il mito del martire che ha tagliato tutti i ponti con gli affetti terreni, che non ha paura, e che, anzi, gode ad essere martirizzato.
I martiri erano uomini né più né meno di noi, paura ne avevano, eccome, ma avevano un Amore talmente grande ad animarli, che hanno sopportato il male per un Bene maggiore. Non sono dei fanatici, semplicemente hanno ricevuto talmente tanto, che hanno testimoniato questo Amore.
Lo hanno testimoniato ai loro contemporanei, fratelli di fede o aguzzini, sadici spettatori delle arene o gente indifferente e continuano a testimoniarLo a noi...
Che esista anche il martirio nello spirito e che sia un martirio a tutti gli effetti non c'è dubbio! :giudicare:
Sta di fatto che i martiri non ce li siamo inventati, il martirio lo hanno subito veramente, e forse hanno ancora un messaggio da lanciarci, no?Mutatis mutandis.. :lol:






Emm... :doh scusate,ma io mi sono già persa! E credo che non riuscirei nè ad esser un martire e men che meno una santa! Se fossi stata una ebrea o una cristiana armena non sarei riuscita ad affrontare a testa alta, senza paura una cosa simile!Avrei fatto di tutto pur di scappare dalla morte! Non so neppure se sarei riuscita a non suicidarmi attaccandomi al filo spinato... mah tanto di cappello a coloro che nonostante abbiano affrontato una cosa simile hanno mantenuto la fede,hanno trovato una ragione per vivere e chi è riuscita a dire che il campo di concentramento gli ha insegnato qualcosa e cioè ,parole di una sopravvissuta: "che le cose veramente importanti sono l'amore e i raporti umani, il resto non conta."Io dopo una esperienza simile non sarei mai riuscita a pensare una cosa del genere! Avrei solamente alimentato rancore e rabbia oops e avrei temuto ogni cosa! Riguardo alla madre di cui porlate nell'esempio: bè..mi spiace contraddirvi,ma credo che anche se non sapesse nuotare una madre ingeniandosi si butterebbe nell'acqua per salvare il figlio che annega! Ne sono certa:a costo di uasare un sotterfugio quale un salvagente,una corda o altro ,anche a costo di annegare insieme al figlio stesso brindisi una madre si butta in acqua per salvare colui ocolei che è più prezioso di un diamante o di una pietra preziosa
Mafalda :tiascolto






Credo che nessun martire fosse partito con la piena consapevolezza di quel che stava affrontando, questo non sarebbe umano, sarebbe un sopravvalutare se stessi, no?
Sta di fatto, che, pur nell'angoscia, con le gambe che tremavano e il cuore che scoppiava, il martirio l'hanno affrontato! E i martiri nel corso della storia non sono una sparuta schiera, sono moltissimi!!!
Ma chi può dire come ci saremmo comportati noi? Non possiamo dirlo...
Certo è che, come dice FLG, senza la Grazia, la tentazione di voltarGli le spalle sarebbe stata maggiore...Quanto ai martiri obbligati, non so dirvi... penso






e'grazie ai martiri cristiani che noi siamo qui. Il Cristianesimo si sarebbe estinto, se loro con il loro esempio, non avessero dimostrato la fede vera e "viva" e l'impossibilita' di rinnegarla. Io ho una particolare venerazione per loro. Lo Spirito li ha chiaramente assistiti. Come altrimenti?

Mi chiedo come voi cosa farei al loro posto. Mi rispondo che non ci posso pensare,mi fa paura. Metto tutto nelle mani del Signore. Ci pensera' lui.
Io penso che lamia carne e' davvero debole ma d'altraparte come potrei rinnegare il mio amato Gesu'? Credo nella vita eterna, questo e' un fatto.

Mi chiedo anche cosa penserei se fossi una soppravissuta dai Lager. Anche un martire senza scelta ha la scelta interiore di accettare o non la volonta di Dio che si compia quell'orrore, che Lui ha permesso. Ma Gesu' ci insegna (come e'difficile pero') che la croce va accettata.




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