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Spiritualità
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Spiritualità - Per l'approfondimento della nostra fede.
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L'Obbedienza alla Chiesa
L'Obbedienza alla Chiesa non rappresenta soltanto un Voto solenne a cui sono chiamati ad aderire i consacrati

, ma anche un dovere morale per i laici, che fanno parte,
allo stesso modo del clero, della Chiesa

.
Ma quanto noi laici consideriamo importante l'Obbedienza

?
Identifichiamo l'Obbedienza a Gesù Cristo

con l'Obbedienza alla Chiesa o pensiamo che le due cose non siano sovrapponibili?
Che cosa rappresenta per noi l'Obbedienza

? Un'adesione cieca alla volontà della Chiesa o un identificare la nostra vita con la Sua volontà

?
ecco un bel problema..che io porrei anche così:
posto che il Signore si esprime con la voce del papa e dei vescovi, come la mettiamo quando in alcuni punti la nostra coscienza, che presupponiamo educata cristianamente, si oppone alle indicazioni della chiesa? Io personalmente qualche punto di discordanza ce l' ho...e se cerco di capire ciò che dice la chiesa riguardo a quella questione, ma la mia coscienza comunque la giudica sbagliata, che fare??
Certo, vivalavida, è il problema che ci poniamo tutti, ma penso siano dubbi cristianamente molto
sani, che giovano alla nostra fede e alla nostra conoscenza del Signore

!
Innanzitutto, ci fanno capire che la nostra coscienza non è addormentata o, ancor peggio, sottomessa ma che è vigile e soprattutto
libera...
Personalmente, però, se vado ad approfondire i motivi dottrinali e teologici che hanno spinto la Chiesa

a prendere una determinata decisione, molto spesso mi accorgo di avere torto

. Mi accorgo di aver affrontato la questione dal mio punto di vista piuttosto che dal punto di vista di Cristo

. Mi accorgo di aver giudicato secondo la
carne, e non secondo lo
Spirito 
!
Scusa vivalavida, apro una parentesi su un argomento molto importante: il
Concilio Vaticano II, che, come è emerso da alcuni interventi, non sempre trova l'approvazione da parte di alcuni ambienti cattolici...
A tal proposito, per me è stato molto importante visitare il sito dei domenicani, in cui il teologo Angelo Abellon ha risposto proprio ai dubbi di un lettore riguardanti il tema del Concilio Vaticano II. Vi riporto il link, spero sia utile anche per voi..
http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=713
Angelo Bellon, sorry!

Gli ho anche storpiato il cognome!
Ad ogni modo, dà delle risposte utilissime...
Vi invito a visitare il sito!
Prima di tutto obbedienza a Gesù, perché Lui è il Pastore. La Chiesa è la comunità dei fedeli ed il Corpo Mistico di Gesù e non vi può essere obbedienza alla Chiesa se prima non vi è obbedienza a Gesù. Secondo me ha poco senso parlare di obbedienza alla Chiesa, perché gli apostoli devono obbedire a Gesù e soltanto se obbediscono a Gesù, trovandosi uniti nel suo nome, possono formare la Chiesa. La Chiesa non è lo Stato, non è un corpo militare, ma una comunità di fedeli, una famiglia, la famiglia di Gesù.
| Quote: : |
| Gesù è presente a noi in modo concreto solo nel suo corpo, la Chiesa. |
Parole di Benedetto XVI ai Vespri Mariani con i Sacerdoti, i Religiosi, i Diaconi e i Seminaristi nella Basilica del Santuario di Mariazell l'8 settembre 2 0 0 7.
Con questo anch'io, però, ritengo che un'obbedienza agli uomini appartenenti alla Chiesa debba essere intesa tenendo conto dell'uomo.
Personalmente da parte di uomini di Chiesa mi sono sentita dire corbellerie ed ho subito angherie che se le avessi ascoltate e non avessi avuto esempi luminosi, ora sarei contro ogni chiesa e religione 
E' per questa ragione che ritengo importantissimo che le testimonianze siano coerenti con il nostro essere (anche se siamo peccatori, fragili e pieni di problemi personali) perchè - secondo me - val più un cristiano che ammette le sue fragilità e fatiche, piuttosto che uno che dice di essere perfetto e non trova difficoltà sul suo percorso di fede.
Pixel, concordo pienamente con ciò che dici, ma la questione, secondo me, è un po' piu complessa...In base al discorso che fai, allora,
appartenere alla Chiesa cattolica, o a quella Ortodossa, o a quella Evangelica, Valdese etc... è la stessa cosa, perchè si obbedisce comunque a Gesù!
Ma se io credo la Chiesa cattolica abbia un primato, che il Papa sia vicario di Cristo, che il Papa sia Pietro, ecco che la cosa si complica un poco, no? Altrimenti della Chiesa uno può anche pensare di farne a meno!
Obbedire alla Chiesa è un passo successivo, secondo me.
Passo che presuppone ovviamente l'obbedienza a Gesù, che ne è il presupposto fondamentale!
Spero di essere stata chiara... 
| stellina Wrote: : |
In base al discorso che fai, allora,
appartenere alla Chiesa cattolica, o a quella Ortodossa, o a quella Evangelica, Valdese etc... è la stessa cosa, perchè si obbedisce comunque a Gesù!
|
Esatto.
La Chiesa è Una. Fino a quando ogni cristiano ubbidirà alla propria Chiesa, ci saranno tante chiese divise e separate. Quando ogni cristiano la smetterà di ubbidire alla propria Chiesa e si metterà in ascolto di Gesù, allora la Chiesa potrà essere finalmente Una.
Eh, ho capito ma dire "obbedisco a Gesù" non è come dire "obbedisco alla mamma"! Sinceramente, io da sola non ci riesco, da sola sono perduta!
Preferisco partire dal basso, dalla carne, e quindi dalla Chiesa
. Penso sia un "tendere" a Gesù, e non un "discendere" da Gesù alla Chiesa
. Almeno, io mi pongo in questa ottica ... penso sia molto "umano", no?... Obbedisco alla Chiesa perchè da sola non andrei da nessuna parte, proprio da nessuna nessuna... 
| stellina Wrote: : |
Obbedisco alla Chiesa perchè da sola non andrei da nessuna parte, proprio da nessuna nessuna...  |
Vero. Tuttavia non sei tu, ma è la Chiesa che senza Gesù non va da nessuna parte. La Chiesa siamo noi.
Nessun altro vuole dare il suo contributo su questo argomento così importante?
: 
ma guarda un po' te che argomento interessante!
Questo stava per sfuggirmi! Ho provato a dare una occhiata ai commenti precedenti e come al solito, per colpa della mia atavica ignoranza, mi sono persa un attimino nei cavilli interpretativi.
Credo che l'affermazione più illuminante l'abbia data stellina, quando diceva che obbedire alla Chiesa non è la stessa cosa che obbedire alla mamma, che a rigor biologico dovrebbe essere una persona sola ed avere una sola testa pensante.
Dalle mie parti però in genere non si va così tanto per il sottile sull'individuare la persona concreta e specifica da seguire, nel senso che l'obbedienza la si intende unicamente verso Dio, poi ci sono dei criteri per capire se l'obbedienza che diamo agli uomini nostri contemporanei ricalcano quella in maniera fedele o no. Tante volte si spaccia per obbedienza la semplice pigrizia mentale di dover pensare le cose da sè e passarle al vaglio critico della ragione.
accideboli ho pigiato invio troppo in fretta, volevo continuare a scrivere... 
I criteri a cui alludevo ci permettono in pratica di distinguere tra diversi tipi di obbedienza che arrivano anche a contemplare ...la disobbedienza stessa.
In breve, c’è vera obbedienza quando si obbedisce prontamente purché sia bene quello che si fa.
C’è caritativa obbedienza quando si rinuncia al proprio vero o presunto interesse e si accetta di fare il bene comandato.
C’è perfetta obbedienza quando non si accetta di fare il male richiesto ma, pur di non rinnegare i propri fratelli, si affrontano persino le loro persecuzioni sul modello di Gesù che, abbandonato da tutti, diede la vita per gli amici e per i persecutori. L’accettazione della persecuzione, delle incomprensioni, delle amarezze senza per questo abbandonare i fratelli, senza scappare altrove, ma continuando ad amarli e a fare loro del bene, è forse quella cartina di tornasole, quella concretezza, che può permettere di valutare se ci si rifugia nella coscienza per sottrarsi all’obbedienza, o ci si rifugia nell’obbedienza per sottrarsi alla coscienza ossia si accetta una falsa obbedienza per quieto vivere, per non portare il peso delle conseguenze delle nostre
scelte.
Ho confuso le idee abbastanza bene? 