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La pace del cuore
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c'è un nuovo Approfondimento Tematico.
Se l'avete letto, lasciate qui i vostri commenti

Provvidenza
| FLG Wrote: : |
| Desideriamo credere solo dopo aver visto. Il modo di agire e di pensare di Dio è, invece, opposto. Prima è necessario credere e poi si sperimenta la Provvidenza di Dio. |
Non sono convinta che la dinamica esatta sia proprio quella.
Io credo che la Provvidenza, a modo suo, assista e si manifesti più o meno tutti, indipendentemente dal fatto che ci si creda o no. Spesso la si chiama con i suoi nomi di "battaglia" più famosi e meno legati alla presenza della volontà di un dio: fortuna, coincidenza, botta di c...
buona sorte.
Se qualcuno ti aiuta a capire che quella circostanza favorevole non è poi così insensata, se sei disposto a impegnarti a osservare con occhi diversi questo fenomeno fino a vedere che effettivamente c'è una logica anche in quello che appariva casuale, allora ti rendi conto che la si si può chiamare con il suo nome proprio di Provvidenza.
Per sperimentare la Provvidenza il problema non è credere o non credere, perchè alla buona Sorte ci credono tutti, e se ti accade qualcosa di sorprendentemente bello e di completamente inaspettato, te ne accorgi in quello stesso momento (se non te ne accorgessi sarebbe un po' come dire che agli occhi della tua mente quel qualcosa "non accade").
Detto in altre parole o qualcosa di nuovo c'è o non c'è nulla da osservare rispetto al solito andare delle cose.
Fatto sta che quando si inizia ad intuire la logica di gratuità che sta dietro agli interventi della Provvidenza ( a cui inconsapevolmente si credeva anche prima), allora è facile farsi cogliere dal desiderio nascosto, ma ancora pagano, di voler guidare, dirigere, piegare la Provvidenza al proprio volere, o a quelli che si ritengono i propri bisogni insoddisfatti.
E' sbagliato quindi dire che prima è necessario credere, bensì, prima è necessaro cambiare il metodo di osservazione. Poi, può cambiare il modo di desiderare e quando diventa tendenzialmente simile a quello di Gesù allora si verifica anche che la Provvidenza ti inonda di doni, ma questa non ne è che una diretta conseguenza. Anche qui, te ne sai accorgere nel momento stesso in cui avviene.
Bello l'approfondimento tematico. Solo che ora non mi vengono commenti da fare.
riporto su questo topic, perchè l'articolo su cui si basa mi ha fatto molto riflettere e pensare; in particolar modo questo passaggio lo trovo illuminante:
"Se non sei capace o non puoi grandi cose, non ti scoraggiare, sei certamente capace di piccole ed è in quel poco che il Signore valuterà e premierà la tua fedeltà. La pace con cui porterai avanti la tua quotidianità, con costanza ed amore, sarà il luogo dove il Signore ti incontrerà: ci ricorda S. Paolo, l’apostolo, il missionario, il sanguigno persecutore dei cristiani e poi lo zelante testimone del Cristo risorto sino agli estremi confini della terra che non bisogna angustiarsi per nulla ma esporre a Dio le nostre richieste con preghiere, suppliche e canti e ringraziamenti e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori ed i vostri pensieri in Cristo Gesù (Lettera ai Filippesi 4, 6-7)"
A volte ho l'impressione che le azioni e i fatti della vita quotidiana non abbiano alcun valore agli occhi di Dio, ma leggendo ho avuto come una illuminazione: cercando di vivere ogni giorno con "amore" e mettendolo anche nelle piccole cose, può essere considerato, in un certo qual modo, come un "fare la volontà Divina"? spero di essere chiara perchè sinceramente so cosa vorrei esprimere ma mi ingarbuglio e non trovo le parole adatte per farlo
..insomma, secondo voi è possibile vivere il Vangelo anche nella vita di tutti i giorni, pur non essendo chiamati a grandi imprese?
Che ne pensate?
Re: Provvidenza
| martayensid Wrote: : |
| FLG Wrote: : | | Desideriamo credere solo dopo aver visto. Il modo di agire e di pensare di Dio è, invece, opposto. Prima è necessario credere e poi si sperimenta la Provvidenza di Dio. |
Non sono convinta che la dinamica esatta sia proprio quella....
Per sperimentare la Provvidenza il problema non è credere o non credere...Detto in altre parole o qualcosa di nuovo c'è o non c'è nulla da osservare rispetto al solito andare delle cose....
E' sbagliato quindi dire che prima è necessario credere, bensì, prima è necessaro cambiare il metodo di osservazione. ... |
Quello che hai detto tu in modo egregio, è la stessa cosa che ho detto io: se io credo che ciò sia per me, mi sarà più facile abbattere le difese che oppongo perchè capisco che ciò che mi è stato dato (dalla Provvidenza) è ciò che chiedevo.
Il voler piegare la gratuità - come dici bene tu - al nostro volere, è esattamente quella deleteria determinazione di noi stessi che c'impedisce di credere che Qualcuno mi ha ascoltata e mi ha donato proprio ciò che fa per me (magari non proprio come lo volevo io ma pedagogicamente perfetto per me
)
In pratica è come se facessi a braccio di ferro col Signore per vedere se ce la faccio da sola, e così finisco per rovinare tutto.
Se invece ho fede in Chi so che mi ama, mi abbandono a Lui e la Provvidenza me la godo in toto 
Ergo: prima la fede e dopo la goduria ... come sempre 
(tu l'hai saputo spiegare meglio di me) 
Mi permetto di dire due parole su quanto scrive alesperanza...
Il problema che ti poni tu,ovvero se agli occhi di Dio le nostre piccole azioni quotidiane abbiano un qualche valore, me lo ponevo spesso anch'io e continuo talvolta a pormelo...
Rispetto a un tempo, però, ho almeno la consapevolezza che la mia ricerca di grandi gesti, grandi imprese come dici tu
non è dovuta a una mia volontà di "lavorare sodo per il Signore" ma è dovuta a un mio autocompiacimento!
E' solamente volontà di emergere, di essere brava, capace, efficiente, (in una parola, orgoglio), ma, per collegarmi a quanto ci propone FLG, questo turba profondamente la mia pace interiore..Com'è ovvio, se ragioni con questa logica, non sarai mai soddisfatta! Ora le cose vanno meglio per me...Non ho eliminato completamente questo mio aspetto di grandeur
, spesso ci ricado, ma riesco sicuramente di più a essere soddisfatta di me stessa e del mio operato, consapevole che non tutto dipende da me
...
Lo capisci soprattutto quando le cose non vanno come volevi tu, nonostante tutti i tuoi sforzi
, ma , tirando le somme, capisci che il Suo disegno era sicuramente più grande e buono del tuo!
In conclusione, direi che il Signore ci invita proprio a viverLo nella nostra vita quotidiana..non pretende grandi gesti da noi...Pretende appunto fedeltà... Se Lui ha qualche progetto ambizioso per la nostra vita, ci dà tempo e modo di realizzarlo secondo la Sua volontà, in modo gratuito...
ho letto l'approfondimento tematico e mi è piaciuto molto.La cosa che mi ha colpito di più è "il falso dolorismo" e "l'errata comprensione della Croce ".E' vero,purtroppo molti di noi sono fermi al Venerdì Santo senza il coraggio di "guardare il sepolcro";se guardassimo,ci accorgeremmo che è vuoto,non c'è un cadavere su cui piangere rimpiangendo il passato.Cristo è vivo,è con noi,ma ,noi umani,abbiamo bisogno di vedere le cose altrimenti ci crediamo poco.Ma,d'altra parte,crediamo nell'amore dei figli,dei mariti,nell'amicizia:queste cose non le vediamo però ci crediamo!Siamo proprio strani!Ci fidiamo delle persone ma non del nostro Creatore!Forse perchè ci chiede cose "difficili"?Ma le ha fatte Lui,prima di noi!Allora imitiamoLO,apriamo il Vangelo e leggiamolo,lì c'è tutta la vita,tutto quello che noi viviamo L'ha vissuto Lui.Sono stanca di andare a Messa e vedere visi tristi e compunti come se Gesù ci avesse riuniti per una veglia funebre:siamo lì per incontrarLO,per incontrare il Nostro Amore e non penso che quando incontriamo il nostro innamorato siamo tristi:siamo lì per far festa con Lui,per"assaporare"il Suo Amore e la Sua Gioia e farli diventare il nostro amore e la nostra gioia.All' Elevazione io piango e sorrido insieme,gli altri forse penseranno che sono pazza,no ,sono cristiana e basta!!!!Coraggio a noi tutti,sulla strada per Emmaus,Gesù cammina con noi!
stellina quanto hai ragione, io lo sto imparando adesso...sto cercando di mettere da parte le frustrazioni e la tristezza di non essere in grado di fare imprese eroiche perchè come dici tu, si tratta solo dell'orgoglio. Ora mi è più chiaro quello che tu hai detto così bene: se Dio ha qualche disegno su di me e la mia vita, al momento opportuno me lo svelerà e mi darà i modi, i tempi e sopratutto le forze di accettarlo e portarlo a compimento.
Nel frattempo, come dici tu, cerco di vivere la mia vita cercando di essergli fedele, senza sbattermi troppo la testa sui miei limiti e la mia piccolezza ma cercando di accettarmi per quello che sono e chiedendoGli ogni giorno la forza di migliorare sempre un briciolino di più.
Quanto a Francesca, è molto bella e lucida la tua analisi: parole di cui fare tesoro, GRAZIE!!! 