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Spiritualità
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Spiritualità - Per l'approfondimento della nostra fede.
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la mia meditazione
LA MIA MEDITAZIONE.
Vorrei trasmettere con questa “meditazione” quello che mi sembra di avere imparato dalla Parola di Cristo, dal Suo Vangelo. Lo voglio fare non con la supponenza di chi conosce la verità, ma semplicemente come condivisione di tutto quanto può essere rivisto, corretto e modificato in una sana relazione con gli altri.
Vengo al dunque. Cosa vuol dire essere cristiani oggi? Personalmente la vedo così:
· Il Cristiano deve essere devoto e non devozionista, attivo e non attivista, vero, concreto e razionale e non “etereo” ed incantato, rinnovato ogni giorno come se fosse il primo giorno della vita.
Essere devoti non vuol dire solo sgranare un rosario dietro l’altro, accendere molti ceri, partecipare a tutte le attività cultuali della Parrocchia; tutto questo, se pur encomiabile, non basta; vuol dire invece pregare con il cuore e con intensità in un rapporto intimo con Dio e con la testimonianza del proprio agire quotidiano. Questo si può fare in molti modi. Ogni momento della nostra giornata può essere trasformato in preghiera se riusciamo a dargli il giusto significato.
Attivi si è non in base alle tante cose che si riescono a fare, ma dando un senso profondo a quelle essenziali, importanti e pur semplici; l’attivista, colui che agisce per “fare” sempre più cose, non ha occhi né cuore per gli altri, ma è rivolto prevalentemente a se stesso, alla sua capacità di fare molto e sempre di più.
Ancora: siamo veri e concreti quando riusciamo ad essere reali testimoni del Vangelo, con le opere più che con le parole, con il nostro comportamento che presuppone concretezza e ragione. Questa testimonianza deve assolutamente riguardare la Verità e non le opinioni personali che tanti sbandierano qua e là con l’arroganza di crederle verità stessa. Ricordiamo ancora che nessuno ci prende in considerazione, tanto meno i giovani, quando ci poniamo in maniera troppo “scontata” usando le solite belle parole delle quali noi stessi abbiamo perso il significato, quando cioè il nostro atteggiamento non porta novità, vita nuova, quella promessa nel Battesimo, ma si conforma al comune modo di essere e di pensare per dovere imposto, per convenzione più che per convinzione. La Parola di Gesù è ogni giorno nuova e attuale, è travolgente e coinvolgente, è appassionata e presuppone un atteggiamento attivo e non passivo. Cristo stesso è la “Novità” che si comunica in ogni momento ed in ogni luogo, e sempre si rinnova portando la speranza.
· Il Cristiano deve essere un buon ascoltatore più che un buon parlatore. Deve sapersi immedesimare, deve mettersi sempre nei panni dell’altro ricordando che chi incontra per la strada è un altro Cristo.
Quell’uomo che vedi dietro l’angolo, l’accattone, l’ubriacone, il drogato, il miserabile, tutti hanno un senso profondo, lo stesso senso che hai tu. Umanamente essi vengono guardati con occhi di superiorità , in realtà essi sono figli di Dio, amati e prediletti, esattamente quanto te. Forse non a caso qualcuno li chiama “poveri cristi”. Certo, essi sono l’altro Cristo, ma non sono assolutamente poveri. Hanno una vocazione, una missione, anche se inconsapevolmente, insomma sono molto “IMPORTANTI” agli occhi di Dio. Alla domanda “ ma quale missione, ma quale vocazione” viene immediata almeno una risposta : Essi ci insegnano ad amare tutti, proprio tutti, nessuno escluso.
· Il Cristiano deve poi essere prima di tutto umile e semplice, piccolo come i bambini come Qualcuno ha detto. I bambini infatti sono semplici, dipendenti, bisognosi di sostegno, sono puri, intendendo per purezza la capacità di essere univoci e non divisi e ipocriti. L’umiltà non è intesa come abnegazione di se stessi, non è annullamento della propria personalità. Al contrario è il risalto delle proprie doti nella piena consapevolezza che esse sono largamente ricevute come dono, quindi
non acquisite per la nostra bravura. Nel vocabolario di Dio la parola “meritocrazia” non esiste. Siamo strumenti dei quali Egli si serve per portare a termine il Suo piano di salvezza. La presunzione quindi è l’atteggiamento più ridicolo e più assurdo che l’uomo possa assumere.
· Il Cristiano deve essere testimonianza forte per poter rispondere adeguatamente a domande forti, alle grandi domande universali, a quelle che ci vengono rivolte soprattutto dai giovani desiderosi di fatti e non di parole.
Non saremo mai credibili solo sulla base delle nostre parole; saranno invece in molti coloro che ci prenderanno in considerazione dopo aver constatato che al di là delle nostre parole vi è un comportamento coerente nell’imitazione di Cristo.
Così vedo il vero Cristiano, così io vorrei essere, ma…ahimé il traguardo è ancora lontano, molto lontano …
Lorenzo