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Depressione e Sofferenza
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Depressione e Sofferenza - Ansia, fobia, depressione, panico...
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Accettarsi per come si è
La fatica più grossa che dobbiamo fare con noi stessi è di accettarci.

Quando Gesù parla di misericordia (
"Misericordia voglio e non sacrificio"), dice anche a te e a me di volerci un po' più bene almeno quanto ne vogliamo agli altri.
In effetti, se Gesù è morto per me, come posso io volermi così poco bene!?
Allora Gesù avrebbe sofferto invano per una che nemmeno fa lo sforzo di piacersi!?
Beh, sarebbe come dire a Gesù: "Grazie, ma sai, sono talmente misera che tutto sommato...beh...insomma...mica valeva la pena, sai?! Forse non l'hai fatto per me ma per gli altri. Eh, sì, questo già lo capisco meglio, mi è più sopportabile."
La realtà è un'altra.
L'amore che Gesù ti ha dimostrato soffrendo per te, ti scompiglia

un po' come quando sai di essere onorato da qualcuno d'importante: ti imbarazza.

Perchè? Perchè ti obbliga a confrontarti con ciò che realmente sei. Ti costringe a guardarti proprio dove non puoi bleffare

laddove il tuo vero te stesso ti critica spietatamente
E l'onore che ci attribuisce quella persona, lo vorremmo tutto sommato rifiutare

piuttosto che accettarlo grati di così tanta considerazione.
Quindi l'accettarmi significa - in ultima analisi - accettare di essere amata/o.
Finchè non mi accetterò

non potrò sentire quanto Dio mi ama

quanto sono amabile e quanto sono importante ad un punto tale per cui Uno possa aver dato la Sua vita ... per me!
Che ne pensate?
(spero di non essere stata troppo contorta

)
Bello!
"Ti vuoi bene?"
A volte sì,spesso no,alcuni aspetti di me mi piacciono,altri molto meno.....
Alcuni giorni non cambierei la mia vita per nessun motivo,in altre occasioni mi domando il perchè di tanti difetti e durezze....che mi rendono la giornata complicata.
E' molto vero che ciascuno di noi è
prigioniero del proprio carattere,che non riusciamo a modificarlo,che dobbiamo volerci bene così come siamo,ma sono convinto che solo la persona di Gesù possa essere la chiave per "scassinare" quel misterioso groviglio che è l'uomo.
Mario
mi voglio bene?
senza pensarci sopra ho detto di si!
ma poi ho riflettuto un attimo...
cosa vuol dire volersi bene?
curarsi?cercare di essere contenti?divertirsi?

nono...non significa questo.
volersi bene, citando la contessa Lucconi Vienalmare (nome fittizio),
significa volere il proprio bene.

non procurarsi dolori o dispiaceri,non mentirsi cercando di non vedere la verità nelle cose..questo è volersi bene.
io non mi voglio poi tanto bene, sapete?a volte regalo la mia amicizia o gentilezza a persone che non la meritano e di conseguenza la calpestano.
questo non è volere il proprio bene. questo è svendersi.
a volte mi abbandono alla pigrizia, alla superficialità, ai classici momenti di "stallo" in cui non si vuole e non si riesce a far niente.questo è volersi male, significa non scegliere per se stessi, ma scegliere per uno stadio momentaneo della tua vita, un ostacolo che blocca la maturazione.
invece di prepararmi per superarlo, mi fermo, ed attendo, da sciocca, che esso se ne vada via così com'è sopraggiunto.
non mi voglio bene.
non mi voglio bene se antepongo gli altri o le situazioni della vita a me.
Gesù non ha detto "amate gli altri"e stop.
Lui ha detto "amate gli altri COME voi stessi"!!!

amarsi, volersi bene, è importante anche per migliorare il nostro essere cristiani e cattolici.
amarsi è anche scegliere per se stessi. è anche scegliere di intraprendere un cammino non lasciandosi condizionare dalle distrazioni o dagli ostacoli che la vita ci mette davanti.
parer mio...

Re: Accettarsi per come si è
E' giusto accettarsi per come si è, ma al tempo stesso secondo me bisogna perfezionarsi, non dev'essere una scusa per tenersi i propri difetti e non migliorarli. Non è che io perchè sono vanitosa o golosa mi dico "pazienza sono fatta così".
Secondo me ha senso accettarsi per quanto riguarda l'aspetto, la personalità, la propria professione, ecc, nel senso di non invidiare gli altri.
Poi comunque io ho notato che meno si pensa a sè meglio è. Lui non vuole che ci mettiamo al centro. Infatti è Lui il centro della nostra vita e più un cuore è puro e vuoto di se stesso più è capace di amare Lui.
Re: Accettarsi per come si è
| Xeloda Wrote: : |
| E' giusto accettarsi per come si è, ma al tempo stesso secondo me bisogna perfezionarsi...Infatti è Lui il centro della nostra vita e più un cuore è puro e vuoto di se stesso più è capace di amare Lui. |
Sì, ben detto ma avverto una sorta di rigidezza e perfezionismo in ciò che dici 
Ciao a tutti,
io credo che
sì bisogna sapersi accettare,ma dipende come...di solito si pensa che accettarsi significhi accettare i propri pregi e i propri difetti che non è poco e soprattutto non è facile
,ma credo che ci sia qualcosa di più: sappiamo accettare quegli errori che secondo noi sono imperdonabili? Siamo in grado di perdonarci accettando anche i momenti di "cattiveria"? Io qualche dubbio ce l'ho!Credo che sapersi accettare voglia dire anche e soprattutto questo! E' vero come dice XELODA che bisogna perfezionarsi,ma non in modo rigido! Dio ha detto che bisogna pensare anche agli altri,ma ha ragione Yaya se non si ama prima se stessi non si può veramente aiutare l'altro!
Vorrei scrivere altro,ma il mio computer mi sta disconnettendo! Alla prossima
Mafalda
per volersi bene.....bisogna sentirsi amati...bisogna che qualcuno ti stimi e ti apprezzi per quello che sei (come fa cristo )bisogna avere sempre presente che non saremo mai perfetti...e che una nuova debolezza ci cogliera' sempre d'improvviso dietro l' angolo....la mente dell'uomo e' troppo complessa e nessuno puo' sapere come si comportera' domani....finche' non si trova a vivere quel domani...quell'esperienza... quel dolore ...quella sofferenza....non si finisce mai di conoscere se stessi....solo sentendosi amati....si puo' accettare tutto.....e prima di tutto il proprio nulla....ed amarlo cosi' com'e' (i miglioramenti li dispensera' poi Dio secondo i suoi particolari disegni)
| cassandra Wrote: : |
| per volersi bene.....bisogna sentirsi amati......solo sentendosi amati....si puo' accettare tutto... |
Sì, in parte è come dici tu ma è anche vero che un piccolo sforzo per darci le cose migliori e per perdonarci un pochino di più...dobbiamo farlo 
sai io ho smesso di cercare di perdonarmi, prima lo facevo sempre e guasi imazzivo, perche' volevo tendere troppo alla prfezione! e rischiavo la superbia!ora invece non sento il bisogno di perdonarmi....perche' capisco che sono incapace in tutto...( nel senso che so che gesu' apprezza quel che riesco a fare ,e non cerca da me il di piu' ...proprio perche' quel carattere che ci contraddistingue non ci permette quel di piu' a volte)cosi' sono .o almeno credo di essere in pace con me stessa...e anche se mi sento inutile...saro' uno strumento che nella sua inutilita' il signore utilizzera' come vuole....non so se condividi..... 
Condivido. Se questo ti fa sentire in pace con te stessa e in un buon rapporto con Dio, ben venga il sentirsi poca cosa.
Del resto anche i santi dicevano la medesima cosa.
L'unico pericolo da tenere èpresente - secondo me - è di cadere dal perfezionismo (che avevi prima) al rigorismo (sforzandosi di essere una nullità a tutti i costi), perchè sono due facce della stessa medaglia.
Tieni fissa l'attenzione all'amore immenso che Dio ha per te così come sei e di come ti segue con premura, il resto (capire le cose, le situazioni e le persone) viene di conseguenza.
cara FLG,QUELLO CHE DICI E GIUSTO ,VOLERSI BENE E IMPORTANTE MA ACCETTARSI COSI COME SI E, DOMANDA, NON PUO ESSERE UN RISCHIO,ADAGIARSI SUGLI ALLORI,DICENDO VADO BENE COSI MI ACCETTO COME SONO,DIO MI HA FATTO COSI... E QUINDI RISHIARE DI NON FARE MAI IL SALTO DI QUALITA POICHE NON SI E MAI ARRIVATI.POICHE SI PUO DARE E FARE MEGLIO. LEONEXIII
Puoi scrivere con lettere minuscole, punteggiatura e ortografia che ci permetta di leggere meglio?
Non capisco molto se fai una domanda o un'osservazione. 
cara FLG hai ragione cerchero di imparare.comunque era una domanda.grazie leonexiii
Sì, c'è sempre il rischio di intendere malamente, tuttavia ...
"Accettarsi così come si è" necessita al contrario molta umiltà perchè riconoscere le nostre parti deboli o mancanti, è difficile.
Bisognerebbe guardare - senza coprirsi gli occhi - tutte le nostre debolezze ma anche le nostre doti, evitando di fingere di non averle, temendo di mostrarci superbi.
L'essere umili è proprio questo: essere veri, onesti con se stessi, "terra terra".
Mi pare che - vista in questo modo - l'"accettarsi per come si è" non impedisca il salto di qualità come dici tu.
Penso anzi che il conoscersi a fondo faciliti proprio il "salto", perchè i momenti che si attraversano - nella conoscenza di se stessi - non sono propriamente facili e richiedono, invece, umiltà e pazienza, quindi una maturazione.