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A ruota libera
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Gesù:cartellino rosso.....
Leggo la notizia che la Federazione Internazionale del calcio (FIFA) ha deciso di estromettere dai campi di calcio le immagini ed i riferimenti alla figura di Gesù,spesso mostrati dai calciatori dopo un gol.
Per rispetto degli atei,viene giustificato il provvedimento.....,a me pare una follia.
Maggiori dettagli qui:
http://www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=2418#a
Allucinante..
Ma quanto è Vivo, per fare così paura.
leggo solo oggi, ma ecco:
nessun' altra religione, a mio parere, è stata così attaccata come il cristianesimo.
Nonostante i difetti - piccoli o grandi - non posso fare a meno di chiedermi il motivo di questa vera e propria "caccia alle streghe" in versione moderna....
L'Avversario
Ci si accanisce con chi si teme. Satana conosce bene il suo Avversario.
Per questo dobbiamo rimanere uniti nella preghiera insieme a Maria. La vittoria è assicurata
Buona giornata a tutti
Antonietta
Bah, per me possono togliere i crocefissi anche dalle chiese cattoliche e dai monasteri. Perché scandalizzarsi? Non ti preoccupare che Gesù se ne fa un baffo degli stadi. Se credi in Gesù, lo puoi testimoniare mettendo in pratica il suo insegnamento di amore reciproco, non soltanto esponendo un crocefisso o una immagine sacra. La croce secondo me va esposta con la propria vita, coerentemente con il Vangelo.
sissì pixel, è vero quanto dici, ma allora perché, le bandiere arcobaleno con la scritta "pace", quelle rosse con più o meno nascosti falci e martello, con garofani, rose o quant'altro?
Nella vita sociale certi diritti o li hanno tutti o nessuno.
Si fa il "gay pride" (e vabbè) ma la giornata della famiglia viene criticata come fosse l'ultimo rantolo della cultura di una specie in via di estinzione.
Sono d'accordo che la testimonianza sia frutto della vita personale, ecc., ma trovo in ogni caso discriminante il fatto che certi gesti pubblici vengano messi all'indice come potenzialmente offensivi.
Non mi dilungo. La cosiddetta "crisi della società occidentale" (un autore non ha esitato a chiamarla "notte", con evidenti riferimenti alle prove spirituali), è in gran parte da attiribuire proprio alla nostra incertezza su certe questioni e alla nostra esitazione nel testimoniare.
Non trovi?
| giobbe Wrote: : |
sissì pixel, è vero quanto dici, ma allora perché, le bandiere arcobaleno con la scritta "pace", quelle rosse con più o meno nascosti falci e martello, con garofani, rose o quant'altro?
Nella vita sociale certi diritti o li hanno tutti o nessuno.
|
Ottima e giusta osservazione la tua.
O tutti o nessuno. Per te è una questione di giustizia che va rispettata.
Tuttavia io non ne faccio una questione di principio poter o meno esporre dei simboli di appartenenza religiosa o politica, tanto meno ne faccio una questione di giustizia, ameno in ambito religioso, dove è coinvolto il cristianesimo.
Se una persona è coerente con l'insegnamento di Gesù, dovrebbe sapere che Gesù non ama l'idolatria e il culto delle immagini. Gesù ci chiede di portare il Vangelo in tutto il mondo e di ammaestrare come ha fatto lui, dando l'esempio per primi, non ci chiede di esporre crocifissi.
Dal mio punto di vista spirituale, esporre un crocefisso in pubblico significa farsi vedere devoti cristiani,quando Gesù invita a pregare in privato, senza farsi troppo vedere in giro. Personalmente non ho nulla in contrario con il crocefisso esposto, ma se una persona mi chiede di togliere il crocefisso in pubblico, io lo tolgo senza fare polemiche, per amore di Gesù che vedo in quella persona, per non "scandalizzarla" o ferirla nello spirito, perché forse non è ancora matura spiritualmente per "digerire" il crocefisso. Per me è questione di sensibilità, di rispetto.
Ahio...che accozzaglia di luoghi comuni, pixel.
Vediamo di sfatarne un po'...
| pixel Wrote: : |
| ...non ne faccio una questione di principio ... tanto meno ne faccio una questione di giustizia,... dove è coinvolto il cristianesimo. |
Strano che proprio tu faccia questo discorso quando su certe questioni contro la Chiesa ti inalberi o ti scandalizzano certi orrori del genere umano. O mi sbaglio!? | pixel Wrote: : |
| Se una persona è coerente con l'insegnamento di Gesù, dovrebbe sapere che Gesù non ama l'idolatria e il culto delle immagini. |
Se uno è coerente, da coerente si comporta secondo parametri umani che contemplano anche cose terrene e umane (famiglia, figli, società): scuola cattolica per i figli, matrimonio religioso e non i Pacs, vita del feto e non l'aborto, ecc...ti pare!?
E quindi perchè non anche quel benedettissimo crocifisso che è diventato argomento di ogni salotto in questi anni e che sembra essere pietra di scandalo più che non le ideologie che ci stanno dietro e che sono molto più pericolose!? Perchè non posso manifestare la mia fede ma posso tifare la mia squadra del cuore con striscioni e bandiere!? | pixel Wrote: : |
| Gesù ci chiede di portare il Vangelo... non ci chiede di esporre crocifissi. |
E' vero ma siamo noi che lo vogliamo. Non dimentichiamo che il crocifisso è spesso apparso nella storia della cristianità accanto a santi e in occasioni particolari: come mai se non perchè è un simbolo che meglio richiama Cristo e il suo Vangelo!? | pixel Wrote: : |
| ...esporre un crocefisso in pubblico significa farsi vedere devoti cristiani,... Gesù invita a pregare in privato, senza farsi troppo vedere in giro. |
Sì e no. Gesù invitava a pregare soprattutto seriamente e onestamente e non "per farsi vedere".
Comunque il crocefisso è un simbolo e non un segno.
C'è differenza: il simbolo "richiama a", il segno è una presenza misteriosa (visibile o no) come quando il sacerdote traccia la croce sul fonte battesimale...lo Spirito di Dio si fa presente in quell'acqua.
Se è vero che non sta certo nel simbolo del crocifisso la nostra fede, è vero anche che - guarda cosa - questo insignificante oggetto dà fastidio proprio perchè "richiama a " Cristo e a noi cristiani. 
E' fin troppo ovvio che il motivo non sta nel cadaverino appeso o nel non rispetto verso quelli di altri credi o verso gli atei ma proprio perchè simboleggia un credo forte 2000 anni e che dà fortemente fastidio!! | pixel Wrote: : |
| Personalmente non ho nulla in contrario con il crocefisso esposto, ma se una persona mi chiede di togliere il crocefisso in pubblico, io lo tolgo senza fare polemiche, per amore di Gesù ....perché forse non è ancora matura spiritualmente per "digerire" il crocefisso. Per me è questione di sensibilità, di rispetto. |
Ma per piacere... !! A chi porta il burka chiedi di farti vedere la faccia perchè sennò ti senti offeso, per caso!?
Eppure nella nostra cultura (vedi carta d'identità) vogliamo e dobbiamo far vedere il volto.
Flg, comprendo le tue osservazioni. Nel precedente post ho cercato di applicare quello che Paolo dice nella lettera ai Romani 14,13-22.
Paolo faceva riferimento al mangiare o non mangiare certi cibi. Io credo che quel pensiero si possa estendere anche a cosa esporre o non esporre in pubblico, dove conclude: "La tua personale convinzione conservala per te stesso dinanzi a Dio". Per comprendere il senso della frase, occorre leggersi il capitolo 14. Non si tratta di stare zitti, ma di "Non fate nulla che possa essere occasione di caduta o scandalo per un vostro fratello". Esporre il crocefisso può essere occasione di scandalo per chi è debole nella fede, come mangiare o non mangiare certi cibi.
Per poi proseguire al cap. 15, 1-2: "Noi che siamo forti nella fede abbiamo il dovere di non pensare soltanto a noi stessi, ma di prendere sinceramente a cuore gli scrupoli di chi è debole nella fede. Ciascuno di noi cerchi di fare quel che piace al prossimo ed è per il suo bene, per farlo proseguire nella fede".
Se un non credente o un mussulmano mi chiede di togliere il crocefisso, io non gli chiedo di togliersi il burka o di sospendere il Ramadan, ma lo amo e ubbidisco al mussulmano e gli tolgo il crocefisso per amore di Gesù e se lui mi chiede di mettere il burka, sempre per amore di Gesù, mi metto il burka per non essere occasione di scandalo.
Se poi tu, Flg, mi chiedi di rimettere il crocefisso al suo posto, io per amor tuo e per amor di Gesù lo rimetto al suo posto.
So che è dura comprendere e applicare certi principi e la tentazione di far prevalere le proprie convinzioni è forte, tuttavia penso che il cristiano deve portare la croce nel cuore e non sul collo o esporla come un vessillo o peggio, farla portare agli altri.
Bella filosofia!!
Cali le brache con tutti, insomma.
Questo non si chiama amore al fratello ma opportunismo e idee poco chiare con un accenno di incoerenza grave.
A tuo figlio che ti guarda mutare ad ogni incontro con persone di altre religioni, cosa risponderai?!
San Paolo faceva riferimento ai fratelli nella fede e non ad altri.
Voleva che la Verità fosse messa in primo piano e non i pettegolezzi e le critiche su come e cosa mangiare.
È un incitamento alla carità e alla tolleranza e non alla codardia o alla ipocrisia.
Proprio San Paolo tiri fuori per dimostrare che assecondare gli altri è carità!?
Proprio l'apostolo che più di altri rischiò e non esitò a dimostrare (davanti a tutti!!) con la vita ciò in cui credeva!?
| FLG Wrote: : |
Bella filosofia!!
Cali le brache con tutti, insomma.
Questo non si chiama amore al fratello ma opportunismo e idee poco chiare con un accenno di incoerenza grave.
A tuo figlio che ti guarda mutare ad ogni incontro con persone di altre religioni, cosa risponderai?!
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Sì, calo le braghe. O preferisci che faccia resistenza fino ad arrivare a fare la guerra per non levare un crocefisso? Per cosa? Per non calare le braghe e tenere un crocefisso appeso con la forza? Perché alla fine qualcuno le braghe le deve calare, se non si vuole arrivare alla guerra. A mio figlio rispondo che è meglio la pace della guerra.
Cara Flg, di fronte alla morte e alla croce le braghe le cala ogni uomo prima o poi. Del resto porgere l'altra guancia è una forma diversa per dire di calare le braghe, così come: "A chi ti porta via il mantello, tu lasciagli anche la tunica". A chi mi fa togliere il crocifisso, io tolgo anche il chiodo ;-)), perché credo in Dio e alla sua giustizia.
Gesù per restare coerente a se stesso è salito sulla croce e di fronte alla verità non si è calato le braghe.
Ogni santo uomo ha preferito la morte ,piuttosto che calarsi le braghe.
Per difendere il proprio credo e la propia fede moltissimi sono morti.
Caro pixel se vuoi dire che preferisci non reagire con violenza posso e sono d'accordo con te, ma se mi dici che sei pronto a calarti le braghe per rispetto di chi per te rispetto non ha, non sono d'accordo.
Chi non ha rispetto per me può anche uccidermi, ma non mi costringerà mai a togliere il crocifisso da lì dove deve stare.
Sicuramente non risponderò con violenza, ma la verità deve restare verità. E in difesa della verità nessuno mi toglierà le braghe a costo della vita.
Tanta gioia.
| pixel Wrote: : |
Sì, calo le braghe. O preferisci che faccia resistenza fino ad arrivare a fare la guerra per non levare un crocefisso? ... A mio figlio rispondo che è meglio la pace della guerra.
Cara Flg, di fronte alla morte e alla croce le braghe le cala ogni uomo ...così come: "A chi ti porta via il mantello, tu lasciagli anche la tunica". A chi mi fa togliere il crocifisso, io tolgo anche il chiodo ;-)), perché credo in Dio e alla sua giustizia. |
Insisto: non si può, per il quieto vivere (per vigliaccheria), cedere ai capricci altrui.
Di fronte alla croce Gesù non calò le brache.
Gesù non indietreggiò mai in ciò che disse, non rinnegò mai la sua provenienza divina ma sopportò con pazienza che il sinedrio gli chiedesse di rinnegare se stesso ("togliere il crocifisso") subendo - per questo motivo - la morte di croce.
Più di così....!
Certo che la croce fa paura, che scoperta! Ma per chi ha fede vera (e con essa la forza data dallo Spirito Santo) è addirittura un complimento essere offesi e malmenati o messi a morte per la propria fede (vedi San Paolo).
Gesù lasciò anche la tunica nel senso che non oppose resistenza ("come un agnello condotto al macello - Is 53,7) ma non fece nemmeno finta di essere come loro perchè - poverini - non rimanessero male. Sarebbe stato come rinnegare tutto di sè.
| ciccio56 Wrote: : |
| Gesù per restere coerente a se stesso è salito sulla croce e di fronte alla verità non si è calato le braghe. |
Hai ragione. Calarsi le braghe non significa rinnegare la propria fede, ma dare spazio al fratello, senza voler imporre le proprie convinzioni o la propria fede. Gesù non impone, ma propone.
Togliendo il crocefisso io non rinnego la mia fede, ma tolgo soltanto un oggetto, un simbolo per venire incontro ad una richiesta. La mia fede in Dio resta sempre quella.
Gesù è morto perché noi viviamo, per darci la Vita. Se noi invece la disprezziamo, accettando di morire pur di non levare un crocefisso, in questo modo vanifichiamo la stessa morte di Gesù che ci vuole vivi e non morti. Se sei vivo, puoi amare e continuare a dare la tua vita al fratello in termini di tempo, amicizia, amore, aiuto, compagnia. Ma se sei morto, non hai più nulla da dare se non il tuo cadavere e di un cadavere nessuno se ne fa niente, se non Dio per risuscitarlo a tempo debito.
Caro pixel, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e
siccome non intendo continuare a ribadire quello che ho già scritto per non rileggere quello che hai già scritto, mi fermo qui e ti rimando a quello che anche Flg ha scritto subito dopo di me.
Aggiungo che la croce non è un oggetto, ma simbolo e segno dell'amore che Dio ha per tutti noi.
Quello che mi rimane difficile da capire è perchè se per te ha così poca importanza ne ha tanta per altri tanto da dare loro fastidio? Che fastidio possono dare due pezzi di legno incrociati se essi stessi non rappresentano e sono qualcosa di molto ma molto più importante?