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Traguardi di Fede - Parliamo dei nostri traguardi raggiunti nel cammino di fede. <img src="http://www.talita-kum.com/modules/Forums/images/smiles/santo.gif"> <br>



Gestire i conflitti....

E’ molto complicato per me gestire i conflitti con persone adulte;vedo che i bambini e gli adolescenti ci riescono decisamente meglio tra di loro (beati…..….),imparando a litigare oppure mandandosi tranquillamente a quel paese e recuperando il rapporto dopo poco tempo. :lol:

Il più delle volte i disaccordi tra noi adulti,anche all’interno delle nostre parrocchie, nascono da antipatie/simpatie,da aspetti caratteriali diversi,molto più raramente da disaccordi su valori o prospettive di fondo( sulla Chiesa,su aspetti teologici o ecclesiali) oppure da divergenze sui tempi o i modi di attuazione di progetti, peraltro condivisi sui contenuti. :nozizzania

Solitamente adotto la tattica di “addolcire”,evitando l’acuirsi della tensione e cercando di non danneggiare la relazione con l’altro;ma regolarmente pago un prezzo alto,e per essere accolto e non rifiutato assumo atteggiamenti”buonisti”,rinunciando a portare avanti e a difendere idee personali e accentuando una “dipendenza” dal giudizio e dal benvolere degli altri. mah
A volte i risultati di tale tattica sono compromessi onorevoli,comunque quasi sempre transitori, in quanto i risultati non accontentano nessuno ed il conflitto( come la brace sotto la cenere)riemerge a distanza di tempo. azz

Un proverbio africano dice :” Non ci sono ma due persone che non si capiscono,ci sono solo due persone che non hanno discusso”
Dico spesso che ci dovrebbe essere una scuola dove imparare a litigare,dove fare esperienza di “ litigare senza farsi del male”……
Una volta FLG ha fatto riferimento a come Gesù sapeva entrare nei conflitti,ne possiamo riparlare tutti insieme?
Grazie




Re: Gestire i conflitti....

marmos Wrote: :
E’ molto complicato per me gestire i conflitti


Credo che la cosa piu' difficile del mondo sia andare d'accordo.

Come dici tu i conflitti nascono per lo piu' per motivi superficiali.

Prima facevo come te. Cercavo di "addolcire, evitando l’acuirsi della tensione", ora resto semplicemente in ascolto e attacco a pregare a tutta
forza lo Spirito Santo. Cerco di uscire dalla mia prospettiva, che mi porterebbe "per essere accolto e non rifiutato" ad assumere atteggiamenti”buonisti”. Dunque il mio "trucco" e' di cercare di immedesimarmi in Gesu'. Ossia penso "il Padre li ama entrambi molto", vedo con chiarezza il loro limite e mi chiedo se e come si possa trasformare quel conflitto in un momento di crescita. Difficile che io intervenga. In genere la mia presenza silenziosa e la Preghiera contemporanea e' tutto quello che faccio. Poi a volte loro vengono a chiedere, spontaneamente e separati vengono. Quello e' il momento di parlare. Se chiedono vuol dire che hanno maturato un processo interiore. Prima no. Non starebbero a sentire.
Do, consigli a chi me li chiede, non a chi col suo litigio in quel momento vuole solo essere ascoltato.

La presenza silenziosa di un terzo media molto, ma sopratutto penso anche la contemporanea preghiera che continuamente serve anche a te per legare in modo stretto la tua volonta' a Dio ossia alla vera Pace.
Cosi' io non appaio, perche' infatti non devo apparire, ma appare il mio IO piu' elevato, quello legato a Dio in modo cosi' totale da diventare se cosi' si puo' dire particella infinitesimale di Dio.

Come dici tu i conflitti emergono e riemergono. Bisogna sempre pregare per la Pace dentro e fuori di noi.

Quando poi qualcosa va storto e l'agressivita' si rivolge contro di me, penso " se e' perche' ho dimenticato di essere dalla parte di Dio, mi sta bene, ha ragione ad essere arrabiato per la mia balordaggine" se invece e' per un chiaro torto dell'altro perche ancora non ha sofferto abbastanza per arrivare a capire e cambiare, penso "quello che ho detto andava detto, potevo dirlo meglio, ma la sostanza e' quella" e quindi in tutti e due casi non resto ferita.

In conclusione la mia esperienza che ti porto volentieri e' che bisogna mettersi nei panni di Gesu' e tutto andra' bene.




Re: Gestire i conflitti....

alice Wrote: :
[ Dunque il mio "trucco" e' di cercare di immedesimarmi in Gesu'. Ossia penso "il Padre li ama entrambi molto", vedo con chiarezza il loro limite e mi chiedo se e come si possa trasformare quel conflitto in un momento di crescita. Difficile che io intervenga. In genere la mia presenza silenziosa e la Preghiera contemporanea e' tutto quello che faccio. ]

Mi pare una buona tattica;il punto è che il più delle volte sono io uno dei duellanti,e non ho la calma per astenermi dal conflitto e guardare il dibattito dall'alto (il cosiddetto effetto elicottero.....)come se non mi riguardasse.
Mi sento spesso tirato in causa direttamente e faccio fatica a tenere sotto controllo il mio orgoglio ferito.... azz
Grazie alice




Re: Gestire i conflitti....

marmos Wrote: :
. punto è che il più delle volte sono io uno dei duellanti..



Be' allora e' un 'altra cosa. Il coinvolgimento in questo caso e' fortissimo e purtroppo la nostra parte emozionale (orgoglio ferito) e' la piu' difficile da controllare. In questi casi io alla fine "la" calmo (la mia parte emozionale) chiedendomi se quello che ho detto e' bene o male. Stando attenta alla falsita' dentro di me (sempre pronta a scusarmi). E riapplico il giochetto di sempre: se era male, chiedo perdono a Dio, e dico ben mi sta, era ora che il mio stupidissino orgoglio fosse un po' ferito, e cerco di imparare qualcosa.
Se era bene, tutto Ok. E cosi' concludo la cosa. Il cuore prima o poi smettera' di essere agitato e il cervello di pensare e ripensare alla conversazione.


PS: Carino "l'effetto elicottero" cool






Ho trovato questo contributo di Gianfranco Ravasi sull'ira,mi è parso molto attinente a quanto stiamo approfondendo.


il fuoco dell'ira

L'ira dell'uomo eccellente dura un momento, quella dell'uomo mediocre due ore, quello dell'uomo volgare un giorno e una notte, quella del malvagio non cessa mai.
Nella letteratura indiana esiste un genere letterario denominato subhashita che definisce le strofe costruite con aforismi di indole morale. Una di queste raccolte è la Subhashitarnava, composta nel XVII sec. nell'attuale Sri Lanka. Ne sto leggendo una versione inglese dalla quale estraggo questa significativa riflessione sui diversi gradi di durata della collera. Questa gradazione, come è evidente, è inversamente proporzionale alla grandezza di una persona. Tanto più alta è la nobiltà spirituale di un individuo tanto più breve è la sua ira. Nel suo Mattino (prima parte del poema Il giorno) il nostro Parini similmente osservava che «quasi foco di paglia è il foco d'ira in nobil cor».
Al contrario, chi è gretto, meschino o semplicemente cattivo alimenta senza posa quel fuoco, seminando attorno a sé cenere e morte. L'ira che si inturgidisce e non si spegne, infatti, crea solo distruzione e oscurità. A questo punto vorremmo, però, aggiungere una distinzione: anche se spesso usati come sinonimi, in realtà collera e sdegno non sono del tutto sovrapponibili. La furia dell'ira che assalta l'altro è un conto; lo sdegno che denuncia il male e si schiera dalla parte della giustizia calpestata è una virtù. E questo ce lo insegnano per primi i profeti. Ma anche lo stesso Cristo non ha esitato a scagliare i suoi «Guai!» contro tutte le ipocrisie e le perversioni morali del suo tempo (si legga, ad esempio, Matteo 23). Impariamo, allora, non solo a spegnere la fiamma dell'ira ma anche ad alimentare quella dello sdegno morale, del disgusto per la corruzione, del giudizio etico.


Gianfranco Ravasi








marmos Wrote: :

L'ira dell'uomo eccellente dura un momento, quella dell'uomo mediocre due ore, quello dell'uomo volgare un giorno e una notte, quella del malvagio non cessa mai.

sui diversi gradi di durata della collera. Questa gradazione, come è evidente, è inversamente proporzionale alla grandezza di una persona. Tanto più alta è la nobiltà spirituale di un individuo tanto più breve è la sua ira.



In effetti quando sono "irata" mi sento sopraffatta dalla mia volgarita'. Volgare e' proprio la parola giusta. Non so se si possa parlare di uomini nobili e uomini volgari. Anche l'uomo piu' terra terra spiritualmente puo' a volte e a sorpresa "volare". Io vedo che in me c'e' una parte nobile, quella spirituale e una parte volgare. Infatti a volte mi viene da dire proprio come Pietro "Signore allontanati da questa peccatrice". Come
devo sembrare a lui Purezza infinita? la mia volgarita' lo deve ferire molto. Devo sempre pensare a quello che ha detto in croce "Padre, perdona loro perche' non sanno quello che fanno". E poi " se amate solo quelli che vi amano che merito avete? Amate quelli che vi perseguitano,.. i vostri nemici" e poi " se uno cerca di rubarti .. dagli anche la tunica"
Grazie per questo testo che mi ha portato a riflettere sulla mia volgarita'
e alla nobilta' infinita di Gesu' mio eroe, modello e salvezza.






La sintesi di alcuni articoli su questi argomenti afferma che in un conflitto salutare le nostre idee vengono messe alla prova dagli altri(soprattutto dagli antipatici……) per poter individuare un nostro nuovo modo di essere e di agire ed un conflitto è salutare quando ci permette di renderci conto di quali ripercussioni il nostro comportamento e le nostre idee stanno avendo sugli altri.
Riassumendo molto si può dire che per rendere costruttivo (e non distruttivo…..) un conflitto è fondamentale:.
a) :spaccotutto Non attaccare la persona ma il problema
Colpire l’altro con foga oppure usando espressioni avvilenti serve solo a far lievitare il
conflitto ed una persona attaccata cercherà giustizia in tutti i modi,aspettando solo di potersi vendicare,alimentando il fuoco del conflitto distruttivo.
Invece di attaccare la persona è più utile concentrarsi sul problema, cercando insieme
dei modi che ci permettano di migliorare le cose,o almeno di non arrivare ad una rottura comunicativa.
b) :pensa Non cercare nascostamente di bloccare il processo di risoluzione dei
problemi, ma farli affiorare in modo che siano risolti in modo collaborativo.
A molte persone,così come è per me, non piacciono i conflitti e cercano di evitarli a tutti i costi, ma così facendo,si accumula risentimento, bloccando la
cooperazione e dando origine a comportamenti passivi/aggressivi antipatici come il sarcasmo,la “musoneria”,la chiusura comunicativa,ecc.
E’ sicuramente molto meglio portare i problemi in superficie e parlarne in modo rispettoso in
modo che si possa decidere insieme un piano d’azione ed arrivare ad una soluzione possibile.
Certo questo è il piano teorico e tra il dire ed il fare………. :leggibene






Mi intrometto un secondo per proporvi una considerazione...
Se il conflitto ci fa soffrire o ci crea un handicap, non è positivo perchè si introietta con la stessa forza e distruttività.
Val la pena dimostrare il nostro mal contento piuttosto che soffocarlo.
Ci attirerà le antipatie ma ci eviterà il mal di fegato :lol:
Vuol dire che invece di 100 amici ne avremo (dopo l'esploi) solo 5 :doh ma saranno quelli che la pensano come noi wink

I modi sono tanti ma ognuno sa qual è il suo punto di forza: simpatia, ironia, bonarietà, parlantina, cultura, disponibilità all'ascolto, ...
Usando il nostro punto di forza a noi più consono, possiamo dire senza offendere o reclamare senza pretendere o far presente senza imporre, ecc..

Non è facile, lo so, ma se il disagio è per noi troppo forte, conviene davvero che prendiamo provvedimenti. In questo modo potremo sapere anche come stanno realmente le cose. Non è detto, infatti, che la gente non la pensi come noi.
A volte è solo un difetto di comunicazione.
Ci sono persone che per timidezza fanno come noi e si finisce per recitare tutti quanti urtandosi e incavolandoci a vicenda inutilmente.
Fose l'altro prenderà coraggio per dirci anche lui come la pensa veramente e magari scopriamo con sorpresa che siamo della stessa idea wink






FLG Wrote: :

Val la pena dimostrare il nostro mal contento piuttosto che soffocarlo.
Ci attirerà le antipatie ma ci eviterà il mal di fegato :lol:
Vuol dire che invece di 100 amici ne avremo (dopo l'esploi) solo 5 :doh ma saranno quelli che la pensano come noi wink

Sono d'accordissimo su quanto proponi,ho qualche dubbio solo su questo aspetto che ho evidenziato.

Vedo il rischio che si possano formare gruppi di amici o parrocchiani o colleghi che la pensano nello stesso modo,con stesse idee e medesime opinioni (un po' come succede tra i tifosi del calcio o tra i seguaci dei diversi partiti politici ad esempio)perdendo quella etereogeneità e quel differenziarsi che rende un gruppo più ricco e dinamico;certo il credere in valori e principi comuni è la base per qualsiasi gruppo,ma l' eccessivo "allineati e coperti" non mi piace.....

Comunque FLG i tuoi contributi non sono affatto "intrusioni" ma spunti di arricchimento e di riflessione.
Mario






Sì, può accadere che si formino fazioni, o come intendi tu. Ma io intendevo soprattutto questo...
Quote: :
...l'altro prenderà coraggio per dirci anche lui come la pensa veramente ...

...per cui se io sono vero, anche l'altro lo diventerà.
Se l'altro si trova davanti ad un TU autentico, non può fare marcia indietro o comportarsi come prima.
Anche Gesù si poneva davanti all'altro essendo se stesso in toto e così facendo le persone si dimostravano per quello che erano.
Quindi se tu sei genuino, l'altro non potrà fare a meno di esserlo anche lui, prima o poi wink

Cosa ne pensi? :pensa






Quote: :
Se l'altro si trova davanti ad un TU autentico, non può fare marcia indietro o comportarsi come prima.
Anche Gesù si poneva davanti all'altro essendo se stesso in toto e così facendo le persone si dimostravano per quello che erano.


Il nocciolo è proprio quello di essere autentici nel rapporto con gli altri(e con se stessi......),e quando questo accade da una grande serenità,noncurante dei giudizi e delle critiche dell'altro.

E' che se il mio obiettivo è di essere sempre ben accolto e non rifiutato,di evitare conflitti dolorosi,a parte che è impossibile(lo stesso Gesù ogni volta che parlava si procurava più nemici che amici)non so più cosa voglio dire veramente e mi perdo in scaramucce inutili piuttosto che affrontare il cuore del problema.

Ricordo che il grande Indro Montanelli diceva:"Amo le persone che non mi fanno perdere tempo e arrivano subito a cosa vogliono veramente dirmi...." .Essere autentici credo sia anche questo,arrivare nel più breve tempo possibile,e con le modalità ritenute migliori,a chiarire la propria posizione in una discussione,senza tirare fuori questioni vecchie e ammuffite,che in quel contesto non sono di alcun aiuto.
Mario






Montanelli era del mio stesso avviso :lol:
Quindi la difficoltà sarà sempre quella di accettarsi, amarsi e rispettare se stessi e le proprie idee e posizioni senza aspettarsi l'applauso degli altri.
Ovviamente questo non ci dà immediatamente uno stuolo di amici :roll: ma le posizioni diventano finalmente eque: "Io sono io e tu sei tu, che ti piaccia o no".

(Per le medicazioni da ferite al cuore inferte dai nostri irremovibili nemici giurati, si consiglia di passare direttamente al pronto soccorso di Dio: sacramenti, eucaristia, preghiera, meditazione... :lol: )






Quote: :
Quindi la difficoltà sarà sempre quella di accettarsi, amarsi e rispettare se stessi e le proprie idee e posizioni senza aspettarsi l'applauso degli altri.

Verissimo,è che ciascuno di noi è convinto di avere le idee e le soluzioni migliori per risolvere le questioni ed è difficile armonizzare le diverse posizioni,soprattutto in alcuni ambiti(ad es. la parrocchia),dove le gerarchie sono piuttosto sfumate oppure dove è presente un parroco e/o responsabile e/o ducetto che tende a tagliare le discussioni e ad imporre il suo punto di vista. :leggibene

Questo a che fare anche con il rapporto di subalternità in cui noi laici tendiamo a metterci nel rapporto con nostri parroci,portandoli,a volte, ad assumere posizioni "decisioniste" che poi umma-umma contestiamo dietro le quinte..... :noi:






marmos Wrote: :
Verissimo,è che ciascuno di noi è convinto di avere le idee e le soluzioni migliori ...

Sì, ma appunto per questo anche tu hai tutto il diritto di avere la tua!
Alla fine chi propone un'idea interessante sarà ascoltato ma se per primo tace per armonizzare :minchino ... vincono sempre gli stessi e le cose non cambiano ma si rafforza in questi la convinzione di essere nel giusto (o ascoltati dal parroco) a scapito di chi non urla (o non è prepotente come loro!) ma magari ha un'idea innovativa e bella.
L'importante è l'idea (la proposta) e se uno che ne ha una bella lascia correre per il quieto vivere...è un vero peccato!
Lo Spirito parla attraverso di noi e se gli altri non sentono è perchè noi non parliamo affatto ma preferiamo soccombere alla posizione prepotente degli altri scusandoci con frasi del tipo: "Lasciamo perdere, va', meglio non litigare".
Invece è compito nostro dire ciò che abbiamo riflettuto perchè non c'è nessuno che lo dica al posto nostro!!
Se c'è da lottare, si lotta. :infermieri
Quando le forze saranno pari, quando tu mi ascolterai come faccio io con tutti, allora si potrà vagliare le idee in modo equo.
Non credere: i sacerdoti quando sono fra di loro "lottano" :spade e non tacciono se c'è di mezzo qualcosa di buono da difendere :protesta anche se li hanno tutti contro! Non si chiedono se è o no il caso di stare calmini o giudiziosi come scolaretti, difendono le loro idee perchè sanno quanto possono essere importanti per la loro comunità o la loro parrocchia.
Chi lascia perdere apparirà invece come uno che ha idee "molli", non convinto, non sicuro o che parla tanto per parlare. :blabla
Il Signore ha dato a te il compito di dire cose che nessun altro può dire al posto tuo! :chebello
marmos Wrote: :
...difficile armonizzare ...soprattutto...parroco e/o responsabile e/o ducetto che tende a tagliare le discussioni e ad imporre il suo punto di vista....Questo a che fare anche con il rapporto di subalternità in cui noi laici tendiamo a metterci nel rapporto con nostri parroci...

Eccome!! E' anche vero che i parroci se non avessero loro idee ma seguissero l'andazzo generale o del più "forte", non farebbero bene il loro mestiere di pastori di pecorelle "bercianti" e col "mugugno" :grrr :lol:

Scusa la confusione nell'esprimermi, oggi sono particolarmente stanca :caffè:






Quote: :
Il Signore ha dato a te il compito di dire cose che nessun altro può dire al posto tuo!

Entro in "conflitto" con la pigrizia,e con il caldo di questi giorni,per commentare la riflessione di FLG. indecisione
E' vero,il Signore dà a ciascuno di noi il compito di annunciare con convinzione ciò in cui crediamo,ci dà anche il coraggio,quando glielo chiediamo....,per essere convincenti e sicuri nel nostro parlare e nel nostro agire.
Oggi sono 40 anni dalla morte di don Lorenzo Milani,credo che lui sapesse entrare nei conflitti con grande amore e vera carità evangelica:mandato in punizione nel piccolo borgo di Barbiana creò un modello di fare scuola che ancora oggi affascina per la sua semplicità disarmante e per la sua profondità:un solo esempio sul libro di testo, non ne esisteva un unico esemplare e lo strumento didattico diventava spesso il produrre,insieme ragazzi ed educatori,una copia tratta dai giornali,da altri testi,da interviste,da dizionari o enciclopedie.
Per chi volesse utili informazioni sulla sua figura sono sul sito http://www.barbiana.it




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