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Sessualità
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Sessualità - Domande, chiarimenti, approfondimenti e problematiche.
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"Masturbate-a-thon"
A proposito di "niente sesso siamo inglesi" è nata 5 anni fa a San Francisco la maratona della masturbazione (Masturbate-a-thon) che in Inghilterra si terrà il 5 agosto.
Tra repressioni e concessioni

parlare di masturbazione è sempre stato un tabù.
Anche il solo parlarne crea ancora adesso molto disagio

in qualunque famiglia, sia laica sia cattolica.

La Chiesa ha già detto come ci si dovrebbe comportare.
Qual è il tuo pensiero in proposito? 
ma nessuno fa una gara, che so, di altruismo, o di stoica sopportazione nell'ascoltare stupidaggini varie?
Concordo
E a proposito di masturbazione cosa ci dici?

urgh, FLG, ma domande meno dirette no, eh?
Trovo che l'argomento sia già talmente trattato da tutti i vari esperti di ogni ramo, che mi trovo un po' in imbarazzo a dire qualcosa.
Prima di tutto occorrerebbe forse ricordare come ci viene proposta la sessualità dal punto di vista cristiano e come ci viene sbattuta in faccia la sessualità come prestazione (non solo sportiva).
Per non rischiare di sproloquiare TROPPO a lungo, come primo contributo, direi che Dio ci vede come un tutt'uno, non un fegato o uno stomaco, un cervello o quant'altro, fatto per incontrare e stare con Lui.
La sessualità (non solo quella fisica, ma anche quella biologica, che ci fa uomini o donne) è quindi una parte integrante della nostra identità, da custodire, difendere, far maturare.
La maratona autoerotica mi pare invece tenda a suggerire che la persona è in quanto è "dotata" o fa un certo uso di certe sue capacità-peculiarità. Porte aperte alla discriminazione sulla base di una mal capita disinvoltura? Dissimulazione di nevrosi reali? Non sono psicologo, e chiedo a voi....
C'è una battuta di woody allen "la masturbazione è sesso con qualcuno che si ama" che è indicativa.
Non c'è l'altro.
E noi siamo chiamati e in fondo anche nelle nostre miserie desideriamo quello: amare. E amare comporta necessariamente andare oltre se stessi..verso l'altro.
Il percorso per arrivarci forse passa attraverso tanti surrogati e debolezze, ma chi può non notare che un atto che dovrebbe essere legato ad un linguaggio di dono è in realtà in questo caso tutto rivolto solo a compensare qualche esigenza fisica o psichica personale?
Il brutto forse in questo cammino è abituarcisi a vivere il proprio corpo come un qualcosa di meno, di slegato da una verità di comunicazione, di rischio, di regalo..
| jeremy Wrote: : |
urgh, FLG, ma domande meno dirette no, eh?  |
Hehehehe....esiste un modo non dirette per parlare di certe cose senza cadere nel ridicolo!? 
| jeremy Wrote: : |
| Per non rischiare di sproloquiare TROPPO a lungo, come primo contributo, direi che Dio ci vede come un tutt'uno...La sessualità (non solo quella fisica, ma anche quella biologica, che ci fa uomini o donne) è quindi una parte integrante della nostra identità, da custodire, difendere, far maturare. |
Sì, condivido ma nella crescita esiste un periodo (veramente sono due) nel quale la riscoperta della sessualità comprende anche la masturbazione con i suoi dubbi e le sue ansie.
Vorrei che trovassimo insieme un modo cristiano per rispondere a chi ha dei dubbi di "comportamento" a riguardo.
E' fuor di dubbio che ci si possa passar sopra senza porsi delle domande, soprattutto se si hanno dei figli.
So che è un fatto molto intimo ma se mai se ne parla... 
| jeremy Wrote: : |
| La maratona autoerotica mi pare invece tenda a suggerire che la persona è in quanto è "dotata" o fa un certo uso di certe sue capacità-peculiarità. Porte aperte alla discriminazione sulla base di una mal capita disinvoltura? Dissimulazione di nevrosi reali? Non sono psicologo, e chiedo a voi.... |
Ci sarebbe moltissimo da dire su questa iniziativa da un punto di vista sia psicologico sia sociale!
Penso comunque che non rientri affatto con l'impossibilità di esprimere oggigiorno la propria sessualità. 
| Upi Wrote: : |
....amare comporta necessariamente andare oltre se stessi..verso l'altro.
Il percorso per arrivarci forse passa attraverso tanti surrogati e debolezze, ma chi può non notare che un atto che dovrebbe essere legato ad un linguaggio di dono è in realtà in questo caso tutto rivolto solo a compensare qualche esigenza fisica o psichica personale?... |
Sì Upi questa potrebbe essere una strada, son d'accordo 
Ma ad un ragazzo (magari tuo figlio dodicenne) glielo impediresti "tou cour"?
Oppure, se lasciassi correre: quando è ora di fargli comprendere questo "oltre", l'amore, l'altro,...? 
Credo che la strada sia non avercela un'ora..
Chi può impedire qualcosa a qualcuno, fosse pure un figlio?
Ma forse se cresce da sempre con questa consapevolezza di cosa sia l'amore e per cosa sia stato pensato così perfetto, misterioso, fantastico anche il suo corpo, forse piano piano o da sempre chissà..avrà voglia e/o imparerà da solo a vivere le cose per come sono state pensate, perchè saranno cresciute dentro di lui, con lui.
Io so che è possibile, fosse anche in mezzo ai percorsi che ti portano per un tempo lontano.
Il giorno che ho ascoltato catechesi sulla sessualità nella chiesa ho pensato con una sensazione bellissima che allora non è da pazzi sentirle naturalmente così. Perchè così da sempre ti sono state passate. Come cose preziose che servono per potersi dire appieno la verità.
| FLG Wrote: : |
Sì Upi questa potrebbe essere una strada, son d'accordo 
Ma ad un ragazzo (magari tuo figlio dodicenne) glielo impediresti "tout court"?
Oppure, se lasciassi correre: quando è ora di fargli comprendere questo "oltre", l'amore, l'altro,...?  |
Beh, FLG, mica sei tenera, sai?
Per quanto riguarda la mia esperienza di ex-ragazzino, credo che il punto più importante sia quello di riuscire ad affrontare l'argomento il meno imbarazzati possibile: ricordo distintamente eserciti di preti e suore - oltre che di sprovveduti genitori - i miei - glissare alla grande di fronte alle mie esplicite ma ancora innocenti domande.
Qualcuno mi diceva che con i figli è proprio questo uno dei momenti in cui la confidenza diventa strategica: un momento che potrebbe diventare una crescita del rapporto, dove il figlio ti vede non solo come genitore, ma anche come persona, come essere umano.
Credo sia importante lasciar intravvedere ai nostri figli la nostra umanità, l'umanità, di cui anche la sessualità fa parte.
Mi rendo conto che anche gli sforzi del Magistero della Chiesa non sono di grande aiuto, ho infatti il sospetto (non me ne voglia chi non pensa come me...) che ben pochi ne leggano i documenti... nemmeno chi li critica il legge; per non parlare della messa in pratica.... Il risultato mi pare essere un certo senso di abbandono, o mi sbaglio?
| jeremy Wrote: : |
| ...Per quanto riguarda la mia esperienza di ex-ragazzino, credo che il punto più importante sia quello di riuscire ad affrontare l'argomento il meno imbarazzati possibile... |
Concordo. Sostengo che per diventare genitori bisognerebbe prima fare un corso appropriato perchè purtroppo abbiamo lasciato le saggezze dei nostri nonni sulle loro tombe
fieri di una cultura ex novo che dà i frutti che vediamo in ogni angolo della società odierna
| jeremy Wrote: : |
| ... con i figli ... un momento che potrebbe diventare una crescita del rapporto... |
Infatti il figlio - dopo un periodo ragionevole di empasse - sa che allora con i suoi genitori potrà parlare di tutto. Un tempo non c'era questa libertà di dialogo ma c'era anche un altro andazzo in tutta la società.
Oggi un figlio che non ottiene risposte dai suoi genitori
è il medesimo alunno che ci troviamo spesso di fronte e che rivolge a noi le medesime domande inevase
...e così i suoi si sono bruciati un'altra occasione, forse l'ultima.
Quindi più presto c'interroghiamo su noi stessi e su come la pensiamo e prima sapremo rispondere.
| jeremy Wrote: : |
| Mi rendo conto che anche gli sforzi del Magistero della Chiesa non sono di grande aiuto, ho infatti il sospetto (non me ne voglia chi non pensa come me...) che ben pochi ne leggano i documenti... nemmeno chi li critica il legge; per non parlare della messa in pratica.... Il risultato mi pare essere un certo senso di abbandono, o mi sbaglio? |
Vero, quello che ci auguriamo è che i novelli sacerdoti siano esercitati soprattutto a far fare migliore figura alla Chiesa, visto che di documenti belli ne ha sfornati assai. 
| FLG Wrote: : |
Ma ad un ragazzo (magari tuo figlio dodicenne) glielo impediresti "tou cour"?
Oppure, se lasciassi correre: quando è ora di fargli comprendere questo "oltre", l'amore, l'altro,...?  |
e se tuo figlio fosse troppo piccolo per capire l'oltre, l'amore, l'altro...?
cosa dovresti fare, vietarlo e basta? e vietandolo senza poter spiegare non si rischia di fare più danno che bene?
Approfitto di quello che mi chiede liliana per dire alcune cose che spero possano innescare un dibattito utile per tutti, soprattutto per i genitori.
| liliana Wrote: : |
| e se tuo figlio fosse troppo piccolo per capire l'oltre, l'amore, l'altro...? cosa dovresti fare, vietarlo e basta? e vietandolo senza poter spiegare non si rischia di fare più danno che bene? |
Dipende dall'età. 
Dai nove anni in su è già perfettamente in grado di comprendere una spiegazione completa sulla funzione degli organi genitali ma non ancora una definizione morale perchè per lui non esiste come la intendiamo noi ma solo ciò che può fare male a lui o ad un altro. Il pensiero di un Dio che vieta non lo accetta perchè per lui Dio non può comandargli di non fare una cosa che a lui dà piacere o che lo incuriosisce come questa.
Il bambino - se ha un rapporto con Dio - lo basa su un affidamento semplice e genuino e quindi schietto e chiaro senza giri di parole o restrizioni per lui assurde
o dogmi che vanno invece interiorizzate man mano e con abilità!
La morale viene da una scelta d'amore: si obbedisce veramente se si ha fiducia in chi ci educa e non perchè il discorso è retto o buono.
Un uomo di bassa moralità sarà obbedito dal figlio se sarà riuscito a farsi amare da lui mentre un padre moralmente retto - ma incapace di farsi amare - non sarà obbedito se non per paura e fintanto che la paura resta nel ragazzo.
Quindi la morale non si insegna
, casomai la si vive in prima persona come genitori e ci si rende amabili e solo allora si può "pretendere" che ci ascoltino.
Oltretutto si deve tener conto che non siamo i soli che lo educhiamo ma concorrono a questo: insegnanti, compagni, amici nostri, parenti, catechisti, sacerdoti, ambiente, masmedia...ecc.
La regola più semplice per sapere cosa dire ai bambini o ai ragazzi, è ricordarsi in che modo avremmo voluto che i nostri genitori parlassero a noi nella medesima situazione 
Mai vietare (!)
si ottiene l'effetto contrario, è controproducente e poco saggio.
Se lo fate, a vostro figlio resteranno solo due scappatoie: farlo di nascosto e/o sentirsi in colpa per il resto della vita. 
Molto più saggio far finta di niente aspettando un momento favorevole per parlargli, magari anni più tardi (sempre che si siano gettate le fondamenta per un dialogo fiducioso tra di voi).
Quando coi bambini si parla di sessualità in modo serio - come se fossimo degli addetti ai lavori - sono molto meno imbarazzati dei loro genitori.
Se fatto in modo semplice, il discorso è ben compreso. Basta la convinzione di ciò che si dice usando sempre un tono di rispetto per chi abbiamo di fronte, ricordandoci che ha una dignità da difendere.
Si può dirgli che l'organo genitale è molto importante e delicato e va tutelato, curato e trattato con delicatezza e rispetto (senza però esagerare troppo sulla pulizia in quelle zone per non rischiare di innescare il contrario) perchè sarà quello che gli permetterà di diventare papà/mamma e quindi si fa leva su una cosa moralmente giusta e buona che lo/la renderà fiero/a.
Non vi dirà mai che avverte delle sensazioni forti
(ha il suo pudore!) ma voi che lo sapete potete parlargliene dicendogli che sono sensazioni "forti" perchè è un organo sensibile, punto.
Se non vi chiede altro, per il momento il discorso può finire lì; sarà lui che se vorrà ve ne parlerà e tornerà sull'argomento.
Se dovesse continuare a masturbarsi ugualmente, si ritenta un secondo approccio con un tono ancora più dolce ma senza dare alla cosa eccessiva importanza, quando vorrà capire gli basterà il discorso fatto una volta perchè era molto teso quando lo facevate e di certo non è passato inosservato. 
e se si è ancora più piccoli? all'asilo per dire? pensi che un discorso come quello che hai esposto nelle ultime righe sia comprensibile? (io non sono ancora mamma, ma così inizio a imparare qualcosa)
Intorno ai quattro anni (sia femmine che maschi) hanno la 1° "pubertà", cioè cominciano ad interessarsi ai propri organi genitali e non è raro che vogliano conoscere anche quelli degli altri (è un classico il bambino che osserva la mamma o chiede alla compagna d'asilo di fargli vedere cosa c'è ... in quella zona
)
Il tutto è perfettamente normale, necessario ed importante per la sua crescita psicofisica, se questa fase dovesse essere bloccata, avrà delle ripercussioni sulla 2° e sulla vera pubertà.
Quindi quando il bambino di questa età fa le sue esplorazioni (sia su se stesso sia guardando gli altri) deve essere distratto solo se queste "esplorazioni" occupano un tempo stranamente lungo (più di 20 minuti, per intenderci) o se disturba gli altri, tenendo però conto che a questa età è ancora in fase egoistica ed il rispetto nei confronti dell'altro non gli è ancora chiaro, quindi lo capirà molto poco e si dovrà escogitare altri ...stratagemmi.
La morale è fuori discussione 