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Depressione e Sofferenza - Ansia, fobia, depressione, panico... <img src=" http://diodamore.forumup.it/images/smiles/rk01_supersayan.gif "> <br>



Le età dell'individuo

Stamattina ho iniziato a leggere un libro secondo cui la vita umana si suddivide in tre fasi: l'infanzia, l'età adulta e l'età genitoriale.(in cui si diventa coppia e poi genitori).


LA PERSONALITA' DEL BAMBINO (Bisogno di amore)
il bambino è costituzionalmente incapace di dare amore: non è nella sua natura. Infatti, il bambino si contraddistingue per avere bisogno d'amore: della presenza degli altri, di essere accudito, ecc.
Il compito dei genitori è quello di dare amore e di crescere il figlio al solo scopo di renderlo gradualmente autonomo e indipendente.

LA PERSONALITA' ADULTA (amore per sé)
L'autore sostiene che è necessario che già dopo l'adolescenza la persona si renda autonoma , esca di casa e inizi a mantenersi da sé.
E' INDISPENSABILE, per il passaggio della persona all'età adulta, che ognuno passi un periodo completamente da solo.
E' inevitabile la sofferenza, ma prima o poi la persona smette di piangersi addosso e si accorge di potercela fare con le sue sole forze.
Un esempio può essere rappresentato dal servizio militare.
Solo se la persona si distacca completamente dalla famiglia in tutti i sensi può avvenire il passaggio all'età adulta e la conquista della piena autonomia.

L'adulto conquista la fiducia in sè e l'autostima.
L'indipendenza non è soltanto economica-sebbene essa rappresenti la premessa indispensabile e fondamentale del passaggio all'età adulta- ma anche emotiva.
L'adulto è pieno di sè e NON HA PIU' BISOGNO degli altri: è completamente autonomo. Non è un'asociale, ma una pesona che sa stare benissimo da sola. E non ha nessuna intenzione di dare nulla.
Non vuol dire che non faccia nulla x gli altri, ma che non è nella sua natura.
E' pieno di sè e vuole soltanto godersi la vita.
Non è capace di amare, non ne sarebbe ancora in grado. E' ancora troppo egoista.
Amare significa dare; l'adulto non è ancora pronto per questo.
Non nutre più alcuna aspettativa dagli altri ed è autosufficiente.
Se non avviene il corretto passaggio all'età adulta, l'individuo NON PUO' in alcun modo costruire la propria l'autostima e fiducia in sè.
Rimane perciò dipendente, in modo più o meno accentuato, dagli altri (genitori, partner, amici) e, non diventa una persona matura: è facile, per queste persone, diventare vittime di nevrosi,fobie,depressione,ansia,insoddisfazione.
L'adulto è invece pragmatico, solido, entusiasta, pieno di fiducia in sé; si gode la vita. Lo stato che lo contraddistingue è l'amore per sé.Non ha bisogno degli altri nè di dare amore.

E' INDISPENSABILE il passaggio all'età adulta e vivere questa fase con pienezza fino a saturarsi di sé.

Quindi sono passaggi assolutamente fondamentali:(e spesso al giorno d'oggi si saltano)
-la solitudine conquista dell'indipendenza
- il godersi appieno l'età adulta in moto da averne a un certo punto abbastanza e di essere VERAMENTE pronti ad amare una persona e a sposarsi senza "nostalgie" per la singletudine. (e conseguenti tradimenti,divorzi, conseguenze pericolose per gli eventuali figli)





LA PERSONALITA' GENITORIALE (necessità di DARE AMORE)
Successivamente, l'adulto si stanca di stare da solo e inizia a sentire la necessità di dare amore.
Si parla perciò di personalità genitoriale.
La personalità genitoriale non va confusa con il fatto di avere figli o meno.
L'adulto che inizia a sentire di voler DARE forma la coppia.

LA COPPIA
La coppia può funzionare solo se si forma tra due personalità genitoriali.
La coppia salda e che, con ogni probabilità, funzionerà per sempre nasce sempre e solo tra due adulti-genitori (cioè tra due adulti che sentono la necessità di dare amore).
A quel punto ci si alterna : si da e si riceve amore.
Vi sono infinite coppie sbilanciate: la coppia bambino-adulto; la coppia bambino-genitore; ecc..
Perchè la coppia-e successivamente la famiglia- sia salda è FONDAMENTALE essersi divertiti in età adulta e non avere più alcun rimpianto che potrebbe portare al tradimento.

LA FAMIGLIA
E' possibile, purtroppo, diventare genitori senza prima aver vissuto appieno l'età adulta e quindi senza essere ormai pronti ad amare.
Ciò può far nascere nella persona i rimpianti per le avventure mancate; può avvenire il tradimento e addirittura lo sfascio della famiglia.
Peggio ancora: c'è addirittura chi fa figli senza nemmeno essere stato adulto.
Si tratta delle persone che non hanno mai conquistato una propria autonomia e si trovano ancora allo stato di bambino, di dipendenza emotiva dagli altri.
E' caso della ragazza che passa direttamente dalla famiglia di origine al matrimonio e poi fa figli.
Un esempio di genitore in realtà bambino sono le madri che si attaccano al figlio maschio e fanno di tutto per tenerselo in casa, pretendono da lui e magari persino dopo il matrimonio fanno in modo di esercitare un controllo su di lui.



Inoltre, l'autore , anche riferendosi alle teorie di Alberoni, distingue nettamente innamoramento e amore.
L'innamoramento consiste nel BISOGNO d'amore ed è caratteristico di un individuo che nutre aspettative nei confronti dell'altro; viceversa, l'amore è caratteristico della personalità si distingue nettamente perchè consiste nel DARE.
Il bisogno è tipico del bambino.

E' importantissimo crescere e maturare secondo questa naturale evoluzione.



Tuttò ciò è incredibilmente VERO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non fa altro che spiegare ciò che ho fatto durante l'ultimo anno della mia vita... Mi ha illuminata completamente.
Infatti sentivo la necessità di rendermi autonoma e lo facevo, inconsciamente, in vari modi: mangiando da sola e in modo diverso dagli altri , facendomi la spesa da sola,ecc



Devo ringraziare Dio per quanto siano speciali i miei genitori. Loro sono perfetti!
Se penso a quante persone sono vittima di genitori soffocanti-in realtà non del tutto adulti.
Mi lamentavo per l'assenza di dialogo: ma menomale!!! ho 24 anni.. che cosa mi lamento?
Ero IO che tendevo a crescere ma non me lo permettevo...
Adesso inizierò a prendermi le mie responsabilità, a stare da sola per capire chi sono e conquistare la mia autonomia piano piano..


Mi dedicherò interamente allo studio per laurearmi rapidamente e rendermi autonoma.
Anche se economicamente dovessi avere delle difficoltà, fa niente: ormai so che il denaro ha poca importanza rispetto a ciò che io sono.
Finchè resto dipendente da qualcuno, pur avendo tutto in realtà sarò perennemente insoddisfatta.
Sarà necessario distaccarmi dalla mia famiglia, almeno economicamente (emotivamente sono già quasi del tutto indipendente).

Prima che ragazza, prima che altro sono un individuo e DEVO diventare adulta, DEVO conquistarmi con le mie sole forze la mia indipendenza.
Voglio un giorno essere una brava moglie e madre, eventualmente.
Non una dipendente emotiva o una frustrata. Tutto ciò è profondamente sbagliato!


Oggi mi sono dedicata interamente alla tesi e sono molto soddisfatta di me.



La religione viene vista dall'autore come una sorta di mancata risoluzione dell'età adulta: cercare altrove le certezze che ognuno dovrebbe costruirsi da sé.. rimanere dipendenti da qualcuno. Sarà vero? Ahimé, qualcosa dentro di me dice di sì.....




Cosa ne pensate?




Re: Le età dell'individuo

no la religione è troppo importante. mi ha aiutata tantissimo e fa parte di me. Se davvero voglio essere adulta semmai devo liberarmi dalla convinzione che abbia qualcosa di sovrannaturale.

Anzi è anche grazie alla religione se sono diventata interiormente + matura.
Dipende tutto secondo me da come uno la vive.
Come si può diventare adulti se non si hanno dei valori, del resto?
devo solo ossessionarmi di meno x la religione, questo si.. ma appunto sta a me.






"Se non hai capito, credi.
L’intelligenza è frutto della fede.
Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire." (S. Agostino)

Penso che tutto ciò che dici sia riassumibile in queste parole di Sant'Agostino.
Tutte le tue riflessioni vanno bene ma la risultante deve essere sempre questa: se sono contenta, è come Dio vuole! Se invece quello che penso mi rattrista troppo, significa che Dio non lo vuole!

Per quanto è scritto in quel libro io la vedo così:
Bambino=egoista, egocentrico, dipendente
Adulto=egoista, egocentrico, indipendente
Maturo=generoso, pensa agli altri, indipendente.

Tre fasi della vita che debbono essere così, senza censura alcuna.
Il bambino deve essere egoista per la sopravvivenza, l'adulto per imparare e la persona matura ha raggiunto quella capacità di indipendenza, di generosità e di capacità di accudire agli altri in vista della funzione paterna.
Se imparassimo dalla natura, tutto sarebbe molto più semplice. Anche gli animali hanno tempi diversi altrimenti non saprebbero accudire al cucciolo come dovrebbero.

Per cui - a proposito delle giuste e legittime riflessioni che fai - continua a riflettere ma semplifica i pensieri perchè vanno presi uno alla volta e non tutti sono pensieri da 10 e lode; alcuni sono da 3 e mezzo e non devono avere la medesima considerazione anche se ti arrivano alla mente con "violenza".
Comincia a fare una distinzione tra i pensieri e vedrai che non tutti sono ... "mangerecci"; altrimenti ti perdi per strada e non ritrovi più da dove sei partita.
Mentre il cuore lo vede Dio, la mente è spesso luogo privilegiato del demonio che si diverte un sacco a giocherellare con le nostre riflessioni.
Fatti guidare dal cuore che ne sa sempre di più della mente. :tiascolto

Hai pensieri molto fluidi ma dà a loro il tempo di sedimentare un pochino :lol:




:)

verissimo!
La frase di S.Agostino riassume tutto...

La gioia non nasce dalla mente ma dall'animo.

E, comprendendo questo, anche la mente ha finalmente pace.
Non servono + troppi libri che mi insegnino qualcosa che so già..la felicità.
Sono fuorvianti; solo l'animo è fonte di felicità, non il pensiero.

Io penso che Dio comunichi direttamente con l'animo di tutti noi. Se lo sento scollegato, significa che non sto facendo una cosa in grado di darmi reale gioia.

Ho capito che devo distinguere l'appagamento, la soddisfazione dalla gioia.
La soddisfazione nasce dal desiderio, quindi dal fascino dell'apparenza.
Nasce da una situazione precedente di insoddisfazione. Non può derivare da Dio. I cosiddetti "piaceri della vita" sono, appunto , piaceri ma non gioia.
D'altronde se il peccato non avesse un certo fascino nessuno ci cascherebbe così facilmente- a meno di essere autolesionista..

Tutto ciò che non è gioia dell'animo è apparenza..questa parola mi mette veramente angoscia.

Quando mi sono distanziata da Dio, ho avuto l'apparente sensazione di essere potente ma è in realtà angosciante, è come un castello grigio che dentro è orrendamente vuoto.
L'anima, in quel momento, è totalmente scollegata da Lui. Le altre persone sembrano non averla più, appaiono anch'essi come corpi vuoti come "bidimensionali"; ovvio che non si riesca neanche a considerarli come persone con dei sentimenti..Non è che lo si faccia apposta, viene spontaneo.
Per questo io perdono, perchè adesso capisco benissimo quel punto di vista.. Li capisco, e mi dispiace per loro.
E' qualcun altro a fuorviarli, a fare sprecare la loro vita dietro alle piccole apparenze, a tutto tranne che all'unica vera cosa che da' gioia, che conta e che resta: L'AMORE.
So bene che è facilissimo cascare in questa trappola, per questo non posso che comprenderli, non condannarli.
E non mi chiedo neanche + "perchè?" : adesso lo so...


Per questo ho capito che l'amore deve essere corrisposto; non può che essere cosi. Dove non c'è corrispondenza non c'è amore.

La sofferenza nasce dal non sapere questo.
Dio mi ama, ma se decidessi di distaccarmene e di fare tutto x conto mio, anche io non sentirei + il suo amore, perchè Lui rispetterebbe questa decisione.
Solo chi è umile e consapevole di non bastarsi da solo può ammettere di avere bisogno di amore; solo chi non è egocentrico e vuole dare agli altri può amare.
Chi è superbo o egocentrico non può amare.
Questo ho capito, e comunque, senza tanti giri di parole, basterebbe ascoltare la mia anima quando parlo o quando sono con qualcuno...
Se non mi da' gioia nè serenità sto perdendo tempo prezioso.
Basta sprecare amore per chi non ne ha bisogno.
Anche Dio non sempre è corrisposto, ciò è profondamente ingiusto ma è così.. la volontà dell'uomo è così.






Sono perfettamente d'accordo! :ok

Con queste tue riflessioni, sai quanto aiuteresti chi come te è in cerca di una sua strada?! wink
Fai una raccolta dei tuoi appunti (e di tutto ciò che scrivi), non si sa mai... cool




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