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Dubbi e perplessità - Se hai dubbi di fede o stai vivendo in un periodo di buio, <br>questo è il posto giusto per parlarne. <img src="http://www.talita-kum.com/modules/Forums/images/smiles/eusa_think.gif"> <br>



Divorzio "cattolico"

Spesso si sente parlare dei divorziati-risposati - di fede cattolica - che hanno difficoltà a sentirsi accettati in seno alla Chiesa.
Molti di loro frequentano gli ambiti parrocchiali e di vari movimenti e anche se risposati sentono ugualmente di far parte della Chiesa nonostante la Chiesa dica espressamente che sono scomunicati.

Qual è la vostra opinione nei confronti dei divorziati-risposati che continuano comunque a frequentare i sacramenti nonostante la scomunica?
La Chiesa è troppo severa?
E' ingiusta?
Dovrebbe ammodernarsi e cedere alla realtà odierna?
E' solo lì il problema o c'è dell'altro di cui si parla meno?




secondo me

L'amore tra due persone è la forma di scambio piu' bella..

Il matrimonio è una promessa basata sulla situazione presente (e passata). Io non posso conoscermi; nè conoscere esattamente lui.. (in quanto il nostro essere piu' profondo trascende ogni possibilità di essere indagato dalla mente e rifugge ogni tentativo di cristallizzazione).
Di me so che sono,che cambio, che credo, e che amo.
Il cuore VA e deve andare oltre il raziocinio, che ci consiglierebbe di non fare nulla finchè siamo sicuri al 100%.
Ma chi è realmente razionale sa che piu' usa la ragione, piu' essa stessa si arrende comprendendo i suoi limiti: il 100% di sicurezza non esiste: gia' non siamo sicuri di chi siamo, figuriamoci del resto.

Due persone che vogliono sposarsi sanno solo che si amano e vogliono amarsi per sempre!
E, avendo compreso che non possono essere sicuri che sarà così, sentono la legittima necessità di affidare la purezza del loro sentimento amore a chi è e' amore PURO, SACRO, chi SA anche quello che loro non sanno, chi PUO' anche ciò che loro non possono...

Però comunque la possibilità di sbagliarsi è una delle caratteristiche dell'essere umano. La mutevolezza del Sè (che comprende il sentimento) è sua caratteristica intrinseca dell'individuo. Può succedere di cambiare.. anzi è la regola. Può succedere che il Sè altrui ci arricchisca ancor piu' che il Sè della persona che amavamo fino a un giorno prima... o semplicemente che a un certo punto non c'è piu' scambio alcuno. Amore E' scambio (dare e ricevere).
E allora cosa si fa?

La fine di un matrimonio è sofferenza per entrambi: per chi viene lasciato per ovvi motivi, ma anche per chi lascia purchè comprenda che, avendo deluso, avendo ferito i sentimenti altrui (la sua parte piu' sacra) ha ferito Dio: questo è ciò che la Chiesa secondo me dovrebbe far capire ai divorziati..
Questo è ciò che mi dice il cuore... per me non ci dovrebbe essere contraddizione tra cuore e Religione.
E, laddove ci fosse, non penso che sia il cuore a sbagliare.


La Chiesa, rappresentando Dio, secondo me non dovrebbe punire, allontanare, colpevolizzare, rifiutare... Questi sono secondo me concetti UMANI...cioè relativi ai limiti dell'animo umano.
Io penso che tali concetti non siano compatibili con il Dio in cui credo io.
Lui ama e perdona incondizionatamente, consola sempre e comunque, conforta, accoglie, riavvicina!!!!!!!!! Fa capire..insegna.. fa pentire.. però poi riaccoglie ancora con piu' amore...

Se proprio vogliamo ragionare in questi termini la sofferenza relativa alla fine di un matrimonio è essa stessa la punizione...
Per esperienza so che peccare E' soffrire. Non c'è peccato senza sofferenza nè viceversa.


La Religione, per come la concepisco io, ha come scopo la felicità dell'individuo. Non può rendere infelici, e NON DEVE.
Questa è la cosa che forse non è chiara a tutti..e in effetti non è affatto immediata.
Io ho avuto tempo per pensare e ho capito che TUTTO va interpretato con la propria sensibilità, con il cuore (la parte di noi sacra, trascendente), dal momento che il raziocinio può solo indagare la realtà contingente, e altrove si ferma.

E, anche se è stato faticoso, sono contenta di aver elaborato questa mia visione personale, perchè non vorrei MAI finire come chi, interpretando male la Religione, vive sforzandosi ad aderire a precetti (sforzo=autorepressione), cercando di essere virtuoso, e poi quando capita qualcosa di brutto si arrabbia perchè pensa che Dio l'abbia tradito o abbandonato..
Queste persone, secondo me, accettano incondizionatamente e senza usare il cuore precetti al giorno d'oggi discutibili e, frustrati, si aspettano in "cambio" qualcosa, un trattamento privilegiato.....come se le brutte cose non potessero accadere anche a loro come a tutti.... credersi superiori agli altri è il peccato peggiore...superbia.
Io credo perchè voglio credere, ma non mi sento migliore ne superiore a chi non crede. Non credere non è un peccato, secondo me; essere infelici lo è.


Dio ci ha dato la nostra mutevolezza e la possibilità di cambiare idea; Lui ci ha dato il corpo, la realtà e sì, anche la nostra natura "animale" e contingente.
Anche la realtà materiale, la contingenza offre felicità : certo questa non è paragonabile alla gioia dell'amore con un essere umano..
però c'è, e se c'è è un Suo dono: perchè rifiutarla???
Non è forse questo il modo peggiore di interpretare la Fede???


Molte persone che conosco non vanno a Messa o non si avvicinano alla Religione perchè, come me in precedenza, percepiscono la Religione come una serie di regole, come una serie di punizioni, di peccati, e percepiscono la Chiesa come una sorta di istituzione antiquata, non adeguata alla società moderna.

Io ho imparato a interpretare tutto con il cuore, ed esponendo questa mia visione a mio papa' l'ho convinto a venire con me a Messa.. quindi a qualcosa è servito.






ciao..io sono un pò critica nei confronti di questa posizione..sono d'accordissimo al matrimonio, come Sacramento, ovvio, forse anche perchè ho una famiglia unita che nonostante tutto va avanti..ma anche alla mia famiglia poteva, potrebbe, capitare di non andare più d'accordo.purtroppo il divorzio esiste.E' una realtà triste, è vero, ma esistono tante altre cose peggiori..secondo me..Poi nn credo che tutte le persone che divorziano sono contro la Chiesa e i suoi precetti.Deve essere brutto essere tagliati fuori dai sacramenti




Divorzio cattolico

Su questo argomento, un G.I.P. mi classificherebbe come "persona" informata sui fatti...... scusatemi della forma un po scherzosa con cui rispondo ma serve un po' di coraggio per rievocare cose e situazioni che ho vissuto in prima persona e che non sono state semplici. Le ferite, anche se rimarginate rimangono per sempre. Sono stata una divorziata, cattolica forzatamente single dal 1984 al 2000, data in cui ho conosciuto una persona che dopo 18 mesi è diventato il mio secondo marito. Fino a quella data avevo un compito molto importante da svolgere, quello di far diventare adulto il mio unico figlio, che aveva appena 8 anni all'epoca del divorzio da suo padre, non credente.Vi posso solo dire che è stato per me un evento destabilizzante, a causa del motivo gravissimo di cui non posso minimamente accennare. La Chiesa, intesa come istituzione, era a questo proposito assolutamente rigida,troppo rigida. Le persone che vivevano la mia condizione si sentivano attaccate a destra e manca, ma quello che ho mal sopportato è stato il fatto di dover far subire una sottile e lieve discriminazione a mio figlio che doveva prepararsi ai sacramenti. Umanamente ha vissuto un doppio trauma. Quello dei genitori che si sono separati (mella maniera più civile che potessimo fare) e quello di sentirsi " diverso" dal resto dei compagni. Io come persona ho vissuto allora un momento di allontanamento dalla fede perchè sentivo un gran senso di colpa per non essere stata capace di difendere la mia famiglia dalla disgregazione e sentivo Dio lontano. Dopo un tempo relativamente breve, e grazie a nostro Signore che mi ha fatto incontrare, apparentemente a caso, persone speciali, ho ricominciato il mio cammino di Fede che ancora continua.
Arrivo al Giugno 2000, il figlio è ormai diventato grande, incontro una persona che come me aveva un divorzio alle spalle. Ci conosciamo, scocca la scintilla e dopo un anno e mezzo ci sposiamo civilmente perchè non potevamo fare diversamente. Il mio precedente matrimonio poteva essere reso nullo dalla Sacra Rota in tre o 4 mesi, per grave capo di nullità, ma quello di lui no. Ero consapevole che nella mia condizione di divorziata risposata mi si vietava di avvicinarmi all'Eucarestia e questo digiuno forzato mi ha fatto stare veramente male, togliendo smalto alla mia felicità . Ho continuato però a frequentare la mia Parrocchia, la mia scuola e il mio gruppo di preghiera. Mi sentivo una pecorella nera ma amata da Dio anche nella mia condizione. La mia Comunione, durante le celebrazioni liturgiche, era la Parola e quando l'assemblea si avvicinava per la Comunione in cuor mio dicevo " Signore non sono degna di partecipare alla Tua mensa ma di soltanto una Tua parola ed io sarò salvata" Quella Tua parola Signore non l'ho mai udita e offrivo sempre la mia sofferenza accettando la Tua volontà. Ero in grave colpa secondo la legge della Chiesa ma ero pur sempre una fragile creatura, bisognosa di amore che amava. Ho sempre considerato ingiusto mettere nello stesso piano il divorzio subito da quello procurato. Evito di giudicare l'operato della Sacra Rota, primo perchè non sono all'altezza e secondo perchè sono a conoscenza personalmente di scorrettezze che dire gravi è un eufemismo. Spero che la Chiesa,nel continuare a ritenere Sacro il vincolo nuziale, perchè lo è, pensi seriamente alla condizione dei divorziati risposati. Di farli sentire fratelli e sorelle nella fede, perchè sono persone Battezzate e quindi figli e figlie di Dio padre a tutti gli effetti. Il Signore Gesù è amore e misericordia infinita e la Chiesa e tutti i credenti giustamente dovranno condannare il peccato ma dovrà essere piena di misercordia per il peccatore.
Ora sono tornata Single e vivo ancora con mio figlio. La mia comunione con il Signore è tornata al 100% ma mi sta molto a cuore la condizione dei moltissimi divorziati risposati.
Da quattro anni nella mia parrocchia, nell'ambito della programmazione pastorale rivolta alla Famiglia, si tiene una catechesi per adulti rivolta ai divorziati risposati, tenuta da una Suora e di cui faccio ancora parte. Le coppie che frequentano sono solo tre ma speriamo di coinvolgere anche le altre parrocchie della mia città per dare testimonianza sul percorso svolto e confrontarci su questa delicatissima realtà . E' una goccia piccolissima che speriamo diventi presto, con l'aiuto del Signore, un piccolo lago capace di dissetare tante persone assetate di Amore, nel senso più grande del suo significato. Ai giovani, che frequentano questo sito, dico: Credete nel Matrimonio e nell'Amore! Dio non ci ha creati per stare soli. Se si incontrano difficoltà con Lui presente e vicino si superano anche quelle che razionalmente appaiono insormontabili. E' proprio così. Ciao a tutti






Grazie Giugidin per la tua testimonanza ricca di dolore e di coraggio ma tra i punti che avrei piacere che tu mi chiarissi ce n'è uno in particolare.
Come mai se era annullabile non è stato fatto attraverso la Sacra Rota che ti dava la possibilità di essere pienamente libera da ogni vincolo?
In fondo questo ti avrebbe evitato - da quanto tu stessa dici - tutto quel travaglio, sbaglio?






ma quindi il tuo è stato un divorzio "subito"?era per sapere;so che in caso in cui hai subìto il divorzio, puoi prendere la Comunione.E a dire il vero, l'ho notato anche nella mia parrochhia:un uomo divorziato prende la Comunione perchè è stata la moglie a voler divorziare...strano ma vero!!!!






Io sò che c'è una differenza tra divorziati e divorziati risposati. I primi possono prendere la comunione i secondi no. Per quanto riguarda la sacra Rota, lì funziona a colpi di soldi e per conoscenze!!!questo l'ho visto con una mia amica che aveva tutte le carte per avere l'annullamento ma se non si mettevano in mezzo qualche prete e qualche vescovo non avrebbe mai potuto avere l'annullamento!!! Che tristezza!!!






nikita..è la stessa cosa che penso anche io..anche lì ci sono le "raccomandazioni"..ma in effetti è normale..basta che sganci qualcosa e avrai tutto...






Nikita Wrote: :
Per quanto riguarda la sacra Rota, lì funziona a colpi di soldi e per conoscenze!!!questo l'ho visto con una mia amica che aveva tutte le carte per avere l'annullamento ma se non si mettevano in mezzo qualche prete e qualche vescovo non avrebbe mai potuto avere l'annullamento!!! Che tristezza!!!

Beh, ma in che ambito umano non ci sono queste cose!? :boh
La cosa sempre importante è guardare al bene altrimenti non se ne esce più. :spade
Ci si farà fermare ancora una volta dai difettacci degli altri senza progredire.

So cosa significa sottostare al potere e non mi piace per niente :none ma se punto lo sguardo oltre, trovo la mia strada senza restare disgustata da ciò che vedo, sento o mi cade addosso. :addio

Torniamo al topic...
La Chiesa dovrebbe essere più tollerante?
Dovrebbe formulare diversamente le sue leggi in fatto di Divorzio tra cattolici?




Divorzio cattolico

[i]"Come mai se era annullabile non è stato fatto attraverso la Sacra Rota che ti dava la possibilità di essere pienamente libera da ogni vincolo?" [/i]

Domanda più che pertinente, FLG!

Quando decisi di accettare l'istanza di separazione consensuale dal padre di mio figlio, ( 1984)non sapevo che la condizione particolare emersa durante il matrimonio, (ma presente e inespressa prima delle nozze) poteva rendere nullo il vincolo matrimoniale. Bastava inoltrare una semplice istanza alla Sacra Rota.
Io presa dal mio dolore ho pensato solo a riorganizzare, con tante difficoltà, la vita con mio figlio.
Durante la separazione ebbi alcuni colloqui con un sacerdote ma non mi disse mai che poteva esserci questa opportunità.
Dopo aver conosciuto il mio secondo marito, insieme ci siamo informati presso un avvocato di Pisa, membro effettivo della Sacra Rota, e presso il responsabile della famiglia della diocesi di Firenze.
Perchè neanche allora ho presentato l'istanza, dopo che sono venuta a conoscenza del capo di nullità?
Per un duplice motivo. Il riconoscimento della nullità non mi avrebbe permesso di potermi sposare davanti a Dio perchè il matrimonio di mio marito era più che valido per la Chiesa. Il secondo,molto + importante, non ho proceduto per amore di mio figlio. Non potevo mettere a repentaglio la sua serenità e il suo equilibrio qualora fosse venuto a conoscenza della verità. Era un rischio troppo alto da correre e la mia coscienza mi ha suggerito di non farne nulla.
Un sacrificio fatto per amore non è mai troppo gravoso. Il Signore Gesù ci ha detto nel Vangelo: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Mio figlio è il dono più grande che Dio mi ha dato e non finirò mai di ringraziarlo :prega






Ti ringrazio per la spiegazione più che chiara che hai dato.
Non si può aggiungere altro di fronte a tanto amore! :prega

La propria coscienza è l'ultima parola! Anche la Chiesa si tira indietro, non è l'ultima a giudicare e Lei stessa lo dice!
Quindi ritengo che tu abbia fatto una scelta valida "davati a Dio e agli uomini" perchè dettata da amore per un altro: tuo figlio. :primo :angelo :ok :clap :rose






non credo che la Chiesa sia ingiusta su questo punto






In effetti, leggendo e studiando i documenti della Chiesa, si ha l'impressione netta di una grande attenzione alla persona.
Ma si sa...l'interpretazione e l'uso delle leggi è in mano agli uomini wink






Anche qua (come con il preservativo) siamo di fronte ad un problema delicato e complesso.

Anche qua devo alzare la mani: la mia umanità dice che la Chiesa è troppo dura ma il mio spirito risponde che la mia ignoranza è troppo grande per giudicare.

Che ne so io che disobbendendo alla Chiesa si possa, per esempio, imbrattare la nostra anima in modo dannosissimo? La grande Verità che il Signore mi ha donato è che non sappiamo come stanno le cose!

Riguardo al fatto che la coscienza è il Giudice estremo sono d'accordo. Affidiamoci dunque a Lui.






Approfitto per dire due cosette in proposito prendendo spunto da ciò che dice freedom
Quote: :
Che ne so io che disobbendendo alla Chiesa si possa, per esempio, imbrattare la nostra anima in modo dannosissimo?
perchè può chiarire meglio l'intenzione di questo sito.

A mio avviso recentemente si fa molta confusioni su ciò che è Legge di Dio, Legge della Chiesa, Legge degli uomini, Legge di nutara, ecc. Ci sono apparentemente delle discordanze ma non è così. C'è un Dio che abita tutte queste leggi e non vede l'ora di essere scoperto oltre le ... Leggi!
Quando la Chiesa invita a leggere il Vangelo, a meditare le Letture o emana documenti... è sempre per invitarci a capire e per vivere meglio la fede e mai per imporre un comportamento che se non seguito scrupolosamente ci farà perdere il Paradiso! Non è lì il punto.

La differenza è tra il capire ed il seguire da "pecoroni", per intenderci.
La stessa differenza che intercorre tra un bambino che obbedisce senza capire ed un adulto che - dopo avervi riflettuto abbondantemente- ha scelto di credere nella bontà di questa guida (Chiesa).
Così anche noi dovremmo passare da un'infanzia di fede ad un essere adulti, da un obbedire perchè "l'ha detto la Chiesa" ad una consapevolezza di noi e di cosa vogliamo dalla nostra vita e quindi dalla nostra fede.
E' la stessa Chiesa che per prima ci invita ad essere adulti e a prendere coscienza di chi siamo. Ma se non vogliamo approfondire per primo noi stessi non servono nè leggi, nè promesse, nè castighi, nè premi, nè suppliche ... vi pare!?

Ciò che dice freedom - ma come lui ci siamo dentro tutti, anch'io - è esattamente l'imbrattare la nostra anima!
Dio non sa che farsene di pecore; quando parlava di mitezza intendeva semplicità e non stupidità, tanto per capirci.

L'intenzione di questo sito è appunto cercare di raggiungere insieme questa consapevolezza adulta affinchè si impari ad alzare finalmente la testa dai nostri dolori per scoprire quanto invitante e bello sia seguire Gesù.
Ma se non sappiamo guarda alla Chiesa come madre amorevole (anche se alle volte matrigna), se non cerchiamo di capire "quell'oltre" dove ci vuole condurre, quale messaggio profondo ci invita a scoprire...resteremo dei fedeli sì ma della Chiesa e non di Cristo che la abita!.

Quindi di fronte ad una legge della Chiesa che non condividiamo, secondo me dovremmo provare a capire almeno la bontà che essa sottende, ciò che c'è di buono e giusto in questa proposta (legge) e poi scegliere serenamente e liberamente secondo coscienza, vi pare!?




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