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Solitudine
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Solitudine - Uno dei problemi più diffusi anche tra noi Cattolici.
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Incomprensione
Quando vi sembra di essere i soli a pensarla in un certo modo, come vi sentite?
A volte ci sono situazioni nelle quali ci sentiamo come delle mosche bianche: ciò che pensiamo, le nostre aspettative, i nostri sogni, le nostre preoccupazioni, ecc...sembrano essere solo nostre, sembra che gli altri non abbiano gli stessi nostri desideri di pace, di giustizia, di vita, ecc.
Come vivete l'incomprensione che a volte ci mette a dura prova perfino tra coloro che ci conoscono meglio?
Cara FLG
altro che mosca bianca...ci si sente estraterrestri! Almeno io mi sento così! Come se abitassi su un altro pianeta! Come reagisco? Dipende dalle situazioni! Di solito però :
1. se son fattori, per me, di principio mi scaldo a tal punto che neppure una montagna mi può smuovere, mentre gli altri mi ripetono che me la prendo per niente e io divento una iena;
2. se vengono toccati dei valori (es. onestà) divento intransigente , alzo il volume della voce, cambio colore ,divento rossa dalla rabbia e provo a far comprendere all'altro cosa difendo! Per gli altri, a volte, sono accuse personali da parte mia! Forse mi esprimo malamente e nel modo sbagliato così tento di spiegar con calma cosa intendo,ma non sempre miglioro la cosa anzi mi sento in colpa per aver farito l'altro
3. quando antepongo persone ed affetti c'è qualcuno che a volte non comprende il motivo...in quei momenti faccio silenzio anche se soffro

, perchè comprendo che non capirebbero! Aspetto quando capita il discorso per spiegar cosa significa per me, in alcuni momenti, esser vicino ad un amico!

Mi ci ritrovo un pochino anch'io e forse forse mi scaldo più di te quando si tratta di ingiustizie che sembrano poco evidenti ma sono più cattive di altre
Un esempio? Quelle sottili malignità (pettegolezzi, giudizi devianti, considerazioni falsamente pietose...) a danno di chi è poco incline a difendersi o fragile o semplice e ignorante o solo incapace di portare elementi a sua difesa

(Non so se mi sono spiegata

oggi sono un po' stanchina

)
Ti sei spiegata benissimo, Cara FLG!
Onestamente rileggendo la tua risposta mi è venuto in mente DOn Chiscotte!

Credo che tutti coloro che ,al giorno d'oggi, si battono per gli indifesi,per i principi e per i valori, sono destinati ad una battaglia infinita e persa fin dall'inizio!

Ciò non perchè non siano persone intelligenti,anzi credo che in alcuni casi lo siano più delle altre,ma perchè vedono in profondità in un mondo che si limita a guardar solo in superficie!

E ciò mi porta a dire che saremo delle cassandre, degli eterni incompresi e proprio per la nostra diversità di sentire considerati sempre esagerati nelle nostre manifestazioni emotive e d'affetto proprio perchè non rientriamo negli schemi standardizzati del pensare comune.


...non avrei saputo dirlo meglio
Quanto hai detto mi fa riflettere.
Bisogna imparare ad essere un po' più "distaccati" e cercare altre strategie di comportamento.
Per stare dalla parte del più debole bisogna avere - oltre la nostra - anche la forza che lui non ha. Ma questo significa anche sobbarcarsi l'incomprensione che danno a lui

il che talvolta è molto ma molto pesante
Da questo immagino (ma solo vagamente) cosa significhi che Gesù si è preso i peccati di noi tutti sulle sue spalle
Infatti la cosa che mi commuove di più di Gesù è il suo esser condiviso e amato i problemi altrui
Lui però era "distaccato", ben ancorato a se stesso, dalla Sua parte, fedele al suo mandato, non un Don Chisciotte in difesa del più debole contro i più forti.
Semmai in difesa di Dio

e di qualunque uomo (debole o forte) contro il male.
Infatti era sì contro i farisei ma perchè vedeva la loro debolezza nel sottomettersi ai giudizi altrui, alla vanagloria! Ma tanto quanto era contro Pietro quando gli suggeriva di non andare a Gerusalemme!
Quindi non poteva stare dalla parte di nessuno ma solo dalla Sua e di Suo Padre. Solo così poteva portare a termine il Suo compito quaggiù.
Se invece si fosse dedicato soltanto alla difesa del debole, si sarebbe reso schiavo di questi a scapito degli altri o relegando la Sua missione a mera opera di soccorso fuori da un progetto più ampio di salvezza che considera tutti gli uomini bisognosi.

Quindi anche noi dovremmo imparare ad essere dalla parte di Dio e stop perchè questo ci dà la giusta misura del comportamento.
Conclusione stringata ma per me valida

"Non permettiamo mai che il nostro cuore si faccia schiavo di qualcuno, ma solo di Colui che lo acquistò con il suo sangue." (S. Teresa d'Avila)
Perdonatemi questa elucubrazione notturna

ma è stata una interessante meditazione personale che ho pensato di lasciare così come mi è uscita

compresa la frase di Santa Teresa d'Avila che è apparsa in home page prima che postassi questo commento

Cara FLG, perdonami, (non vorrei essere polemica!

) , ma questa tua storia del distacco non la capisco... Io ti espongo i miei dubbi, vediamo se riusciamo a capire meglio insieme!
Questo tuo "stare dalla Sua parte" riferito a Gesù, e "stare dalla propria parte" per ciascuno di noi, cosa significa concretamente? A me sembra che alle volte stare dalla prorpia parte non significhi affatto distacco, ma tutto il contrario. Hai presente quando Dio dice che non potrebbe mai smettere di amarci perché sennò verrebbe meno a se stesso? Perché quell'amore è parte integrante di Lui. E, come ha sottolineato anche il Papa nell'ultima enciclica, l'amore di Dio non è solo agape, voler bene in modo disinteressato, ma anche eros, desiderio di essere ricambiato.
Io credo che Gesù lo sentisse ardere dentro di sè questo desiderio di essere ricambiato. Ardeva nel Suo sguardo verso il giovane ricco. In un passo Dio parla del dolore quando il Suo popolo (noi!) gli ha voltato le spalle. Io credo che in questi casi l'amore si manifesti come disponibilità a soffrire con l'amato per le sue scelte sbagliate e per la sua stessa distanza. Un amore che si ferma prima, e si limita a scuotere la testa, non mi pare un amore all'altezza del nostro Dio...
Non so se mi sono spiegata, be': c'ho provato!! Forse interloquendo capiremo meglio sia tu che io,,,
Per farti un esempio prendo una mamma: se sa essere "distaccata", fedele alla sua missione di madre (che prepara alla vita), fedele ai suoi propositi (ma senza essere rigida), coerente e non mutevole a secondo delle esigenze lunatiche del figlio...può essere una buona madre.
Diversamente sarà più incline a dar retta maggiormente (istintivamente o per bontà) al più bisognoso dei figli, al più malatticcio, al più problematico e meno agli altri. Creerebbe così delle pericolose gelosie e sarebbe detestata dagli altri figli perchè ai loro occhi apparrebbe ingiusta.
Così come la mamma deve rimanere ferma e amorevolmente coerente, così Gesù non poteva lasciarsi "conquistare" da chi gridava più forte il suo bisogno ma con chi Lui voleva, ha donato il suo aiuto spontaneo e libero.
La libertà è questo essere "centrati su se stessi", "dalla propria parte" (dalla parte dei propri propositi e fini) che permette di amare davvero perchè non ci si lascia abbagliare dai gridi altrui ma da ciò che è bene. Ma questo può avvenire solo se si è capaci di guardare con occhi limpidi e liberi, svuotati da ogni preconcetto o presunzione di comprensione.
Sembra un amare asettico ma è invece il più coraggioso e solido. Tanto il figlio quanto il cristiano, si sentono certi che un amore così lo accoglie anche se non sono malati.
Troppi cristiani hanno frainteso l'amore di Dio con un amore pietistico e non solido e potente che ti ama comunque tu sia (debole o forte). E molti si sono vestiti di cenci e malanni (spesso immaginari) per conquistare la pietà divina che non ha certo bisogno di questo per agire ma decide liberamente e secondo un Suo piano.
Questo spiega anche come mai Gesù ebbe compassione per persone con bisogni molto diversificati e talvolta meno importanti di altri.
Era ed è una pedagogia quella che Gesù attua e non un sanare i malanni perchè la salvezza non sta nella risoluzione dei nostri problemi terreni ma in una coscienza di essere amati che travalica e gioisce nonostante il dolore. Per questo Gesù è venuto.
Sennò avrebbero ragione gli atei quando dicono che era un gran taumaturgo ma nulla più.

Mi sono espressa ancora peggio o hai fatto un altro tipo di riflessione?
| Sol Wrote: : |
| Questo tuo "stare dalla Sua parte" riferito a Gesù, e "stare dalla propria parte" per ciascuno di noi, cosa significa concretamente? A me sembra che alle volte stare dalla prorpia parte non significhi affatto distacco, ma tutto il contrario. |
Non ho capito cosa intendi.
Vuoi dire che per te distacco significa compartecipazione ai problemi altrui?
Grazie per il chiarimento! Adesso capisco meglio quello che vuoi dire! In parte il tuo discorso mi convince, ma in parte no
non ci posso fare niente, è più forte di me: a me questo distacco rimane un po' sul gozzo!!! Si vede che ancora non sono arrivata al livello giusto e ho delle resistenze interiori...
Comunque, quello che mi sembra di sentire in un qualche modo (cerco di farti capire, ma al massimo ne potrà venire fuori un piccolo baluginio, perché io stesso non ce l'ho del tutto chiaro!) è che sì, hai ragione, l'amore di Dio è libero, agisce liberamente secondo un Suo piano, ma allo stesso tempo (sembra amore del paradosso, ma non lo è!) è anche non libero, anzi, si fà schiavo dell'amato. Si abbassa totalmente e addirittura arriva a soffrire (come facciamo tutti noi poveri esseri umani!) per non essere corrisposto. Aparentemente questo non è molto "da Dio" almeno non secondo i miei standard. Ma, se non fosse così, perché mai Dio stesso sarebbe venuto a morire (e in che modo!) e ad essere totalmente umiliato? Per farsi Lui stesso, che non ha bisogno di nulla, bisogno.
A me sembra importante che Dio abbia voluto condividere questa nostra povertà che è la più fondante, la povertà d'amore, il bisogno di essere amati. Ma forse questa è semplicemente un'altra sfaccettatura dell'amore di Dio e non esclude quello che tu chiami distacco, perché Dio, è vero, sa anche vedere l'amato soffrire. Però, non da solo, come la mamma di cui tu parli, soffre con i figli.
| Sol Wrote: : |
| Comunque, quello che mi sembra di sentire in un qualche modo ...è che sì, hai ragione, l'amore di Dio è libero, agisce liberamente secondo un Suo piano, ma allo stesso tempo (sembra amore del paradosso, ma non lo è!) è anche non libero, anzi, si fa schiavo dell'amato.... |
Gesù non si è reso schiavo dell'uomo ma dell'Uomo.
E casomai schiavo d'amore.
Troppo ermetica?
Sto scivolando in discorsi troppo filosofico-teologici, sorry 