Cari fratelli e sorelle!
Il Battesimo suggerisce molto bene il senso globale delle Festività natalizie, nelle quali il tema del diventare figli di Dio grazie alla venuta del Figlio unigenito nella nostra umanità costituisce un elemento dominante. Egli si è fatto uomo perché noi possiamo diventare figli di Dio.
Dio è nato perché noi possiamo rinascere.
“Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli” (Gal4,4-5) - “A quanti l’hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv1,12).
Con tale sacramento [Battesimo ]l’uomo diventa realmente figlio, figlio di Dio.
Da allora, il fine della sua esistenza consiste nel raggiungere in modo libero e consapevole ciò che in dall’inizio era ed è la destinazione dell'uomo.
“Diventa ciò che sei” – rappresenta il principio educativo di base della persona umana redenta dalla grazia.
Tale principio ha molte analogie con la crescita umana, dove il rapporto dei genitori con i figli passa, attraverso distacchi e crisi, dalla dipendenza totale alla consapevolezza di essere figli, alla riconoscenza per il dono della vita ricevuta e alla maturità e alla capacità di donare la vita.
Generato dal Battesimo a vita nuova, anche il cristiano inizia il suo cammino di crescita nella fede che lo porterà ad invocare consapevolmente Dio come “Abbà – Padre”, a rivolgersi a Lui con gratitudine e a vivere la gioia di essere suo figlio.
Dal Battesimo deriva anche un modello di società: quella dei fratelli.
La fraternità non si può stabilire mediante un’ideologia, tanto meno per decreto di un qualsiasi potere costituito.
Ci si riconosce fratelli a partire dall’umile ma profonda consapevolezza del proprio essere figli dell’unico Padre celeste.
BENEDETTO XVI
Stralcio dell’ANGELUS del 10 gennaio 2010
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