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Epoca d’inquietudine questa, d’ansie e paure. La ricerca e la custodia della pace del cuore rappresentano quel traguardo che le nostre vite di corsa ed alla ricerca di senso, pur senza saperlo, tentano di raggiungere. Queste note non sono che l’indicazione di un cammino che acquisterà senso passo dopo passo, percorrendolo mano nella mano con il Cristo.
Come in altre situazioni qui, ancora di più vale quanto Egli stesso disse “Senza di me non potete fare nulla”. Lui solo è la pace vera, il riposo del nostro andare e del nostro cercare. Trovandolo Lui la sua pace “dimorerà nei nostri cuori”.
Innanzitutto è necessario dire che la pace del cuore è frutto di una lotta, di una fatica, non si può pensare di acquisirla o riceverla senza percorrere un cammino. Ciò per una ragione molto semplice e nello stesso tempo drammatica: il male vi si oppone con forza e decisione perché Dio “dimora nella pace ed è nella pace che opera grandi cose” (Lorenzo Scupoli). E’ l’esperienza che ha fatto Gesù per primo – dalle tentazioni nel deserto sino alla croce – e che i santi hanno vissuto altrettanto duramente sulla loro pelle. Ciò, però non deve spaventare, perché Cristo ha vinto peccato e morte, ha vinto il male ed il Demonio. Vediamo allora alcuni “accorgimenti” per smascherare la tentazione e progredire verso l’approdo.
1. Cominciare…
Spesso nella nostra vita cristiana accade che sbagliamo combattimento, che male orientiamo i nostri sforzi. Ci troviamo a combattere si di un terreno in cui il male ci ha condotto e sul quale può vincere e non là dove il combattimento è possibile con l’aiuto di Dio e dove, per questo, siamo sicuri di poter vincere. Il primo passo, dunque, è capire dove condurre la lotta, contro cosa è saggio combattere e dove orientare i nostri sforzi.
Il primo grande inganno su cui è necessario fare chiarezza è che il traguardo da raggiungere non è la perfezione, il non avere difetti o limiti, il non cadere mai, il non avere debolezze. Se combattessimo in questo orizzonte è certo che saremmo sconfitti ed ogni caduta, ogni peccato, ogni errore ci condurrebbe, immancabilmente, allo scoramento, alla delusione, ed alla fine all’abbandono della lotta. Il Signore conosce perfettamente le nostre debolezze e le nostre fatiche, il nostro limite Lui che si è fatto uomo e medico dell’uomo.
La vera lotta spirituale, invece, consiste nel non abbattersi, demoralizzarsi, turbarsi nel constatare la nostra debolezza ed il nostro errore. Perché è proprio quando sono debole che sono forte, bisogna dunque approfittare delle cadute per rialzarsi il più velocemente possibile.
Il primo obbiettivo della lotta spirituale è imparare a custodire il proprio cuore nella pace in tutte le circostanza, anche in caso di sconfitta.
2. Ragioni per cui si perde la pace del cuore
Il primo “campo di battaglia”, il luogo dove più facilmente si perde la pace del cuore è